Vendita vini in Italia e produzione

Quando si parla di vini l’Italia è, insieme alla Francia, il primo paese a venire in mente, non fosse altro che siamo il primo produttore al mondo, in continua alternanza con i nostri cugini d’Oltralpe. Nel 2015, secondo i dati diffusi da OIV, l’organizzazione internazionale del vino, la produzione decennale media per il nostro paese e di 47,6 milioni di ettolitri, superiore ai 46 della Francia. Terzo paese tradizionalmente forte nella produzione è la Spagna, che sta sempre più ricevendo attenzioni da parte degli esperti e dei cultori della bevanda con 36. Nei paesi produttori con cifre superiori ai 10 milioni di ettolitri in media ci sono gli Stati Uniti (21 col vino californiano), la Cina, l’Australia, l’Argentina, il Cile e il Sud Africa. In Europa molto distanziati Germania, Portogallo, Russia, Romania e Ungheria. Gli altri paesi messi insieme non producono nemmeno quanto la Spagna.

I vini italiani

vendita di vino rosso onlineIn Italia il vino si contraddistingue per una qualità media molto elevata: ovunque si producono dei grandi vini, le produzioni locali sono connotate da un alto livello di qualità, sia nel processo produttivo, che nell’aspetto biologico delle piante e delle uve. Il clima – come si sa – gioca la sua parte insieme alla ricca abbondanza di terreni fertili, di natura vulcanica, che fanno si che in ogni regione ci siano dei vini particolarmente importanti. Ai vini francesi in genere viene attribuita un’eccellenza superiore, ma mai come in questo caso possiamo dire “de gustibus”.

Vendita di vino online, oltre il supermercato e l’enoteca

Il vino si vende nei supermercati, dove riceve la concorrenza dei vini misti preparati da grandi consorzi, appositamente per essere consumato in tavola ogni giorno (il famoso Tavernello), nelle enoteche e da qualche anno anche online (ad esempio su Vini Rossi Online, un portale specificamente dedicato al vino rosso). Qualunque sia il canale di vendita e di distribuzione sembra che nemmeno con la crisi gli italiani abbiano rinunciato al piacere del vino in tavola, che rimane la nostra bevanda numero uno in tavola, anche se oggi se ne consuma il 20% in meno che nel 1998 (forse per l’invecchiamento della popolazione). Rimane forte l’esportazione di qualunque specialità regionale al di fuori dei nostri confini: lo scorso novembre 2015 il fatturato – secondo ISTAT – è aumentato dell’11%. Su internet la vendita di vini è ancora agli inizi. Nel 2014 solo lo 0,2% del fatturato vendite era in capo agli e-commerce, rispetto al 6% della Gran Bretagna, ma distributori e venditori sono convinti di poter vendere più facilmente nel futuro, secondo un principio di emulazione che ha funzionato anche con altri prodotti (l’italiano medio si ritiene consumatore qualificato e vuole saggiare con mano, spesso approvvigionandosi presso produttori e cantine locali).

Le aziende vitivinicole in Italia

Le aziende vitivinicole italiane stanno conoscendo una certa ripresa: già nel 2014 secondo le fonti raccolte da Mediobanca, le prime 10 imprese del settore avevano fatturato in media l’1,5% in più rispetto all’anno precedente, con un saldo superiore al 6% considerando il periodo pre-crisi (2009). Nel nostro paese la produzione in genere si allinea sui due canali dell’impresa e della cooperativa sociale. L’impresa tradizionale, quella dei grandi nomi (Cantine Riunite, Zonin, Gancia, Mezzacorona, Caviro, GIV per citare solo alcuni nomi), ha visto un incremento molto più marcato delle cooperative, che hanno a che fare con una realtà più difficoltosa, anche se non mancano ovviamente le eccellenze. Funziona, a livello imprenditoriale, l’unione di più etichette sotto un unico cappello societario, e non sono mancate le grandi acquisizioni, con il primo gruppo italiano che sostanzialmente ha comperato il secondo.

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