Tablet e memoria: agli anziani il web piace così

Nella corsa alla digitalizzazione, che mostra numeri molto interessanti circa l’aumento del numero di persone connesse a internet, ha sicuramente giocato un ruolo importante l’avvento di siti ludici che consentono di interagire tra persone conosciute: i social network. Se pensiamo a quello che era il web solo dieci anni fa, la crescita così esponenziale di persone collegate online non può sorprendere. Fino al web 2.0, contrassegnato dal contenuto generato dagli utenti, la navigazione era completamente passiva. Cioè il web si sfogliava alla ricerca di informazioni e contenuti, divertimento e intrattenimento, ma sottostando al contenuto generato dai webmaster. Aveva perciò una fruizione molto limitata. La concorrenza delle innovazioni tecniche di hardware (computer più veloci, smartphone e tablet e connessioni molto più stabili e potenti) ha creato la premessa per un’esplosione dell’utilizzo di internet. Persone che prima sapevano a malapena accendere un computer, e sulla base dello scarso utilizzo del mezzo non accedevano quasi mai alla rete, ora passano il tempo su Facebook grazie a dispositivi mobile molto semplici da utilizzare e con la potenza di un portatile di 3-4 anni fa.

office-620823_640Ma c’è di più: sembra che l’avvento dei tablet, quindi degli iPad Apple e dei loro emulatori come i formidabili Samsung della linea Galaxy, abbia portato online una classe spesso rimasta esclusa dall’utilizzo in massa della rete: gli over 65. Ciò è dovuto alla grande popolarità nelle vendite di questi dispositivi, che solo all’inizio del secolo, nella forma non troppo evoluta del palmare, sembravano destinati a non trovare mai sbocco nel mercato. Ci voleva una rivoluzione nel gusto e nello stile per farli accettare come strumenti alternativi al notebook. Un report su questa fascia di età pubblicato da una società americana del settore ha analizzato quanto le persone usino i media di intrattenimento: tv, radio, videogames e internet. In questo studio comparativo è stato dimostrato che l’utilizzo dei tablet è passato dal 5 al 17% solo nell’ultimo anno, proprio nella fascia dei pensionati, portando nuove persone sul web nella misura del 9% (una crescita globale, nelle preferenze, che sale dal 33 al 42%).

E’ interessante notare che le persone di una certa età, sempre secondo questo studio, sono quelle che navigano con minore protezione possibile: sono pochi a usare antivirus, anti-malware, solo il 36% di questi usa dei filtri antispam per le mail. Il 34% di essi si preoccupa di criptare l’accesso al wifi di casa, tramite l’utilizzo di una password e poco più di essi si preoccupa, ogni tanto, di dare una pulizia globale al computer, eliminando dati di navigazione, tra i quali i sensibili cookie. Secondo questa importante agenzia americana una tale inosservanza dei più elementari principi di sicurezza di navigazione, dipende dalla scarsa conoscenza del tema, dalla scarsa coscienza sui pericoli intrinseci della rete. A parte questo, e ciò anzi potrebbe essere considerato pericoloso, il tempo trascorso online è aumentato a dismisura, anche se questa fascia degli over 65 rimane nel complesso quella meno connessa.

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