Storia delle Lande

Storia delle Lande

Storia delle Lande

Le Lande rappresentano una delle regioni francesi maggiormente ricche di fascino, storia e tradizione. Si tratta di una regione che si estende per quasi 1,5 milioni di ettari del territorio. Per buona parte, le Lande sono ricoperte da una foresta che occupa oltre il 65% del territorio, nonostante negli ultimi decenni la regione abbia subito diverse modificazioni dovute soprattutto all’intervento dell’uomo. In totale, nelle Lande ci sono 386 comuni.

Le Lande nel passato

Le Lande oggi sono molto diverse rispetto al passato. L’intervento dell’uomo, infatti, ha reso la zona litorale molto attraente per i turisti che – in quantità davvero impressionanti – la scelgono come meta per le villeggiature. Tuttavia, l’economia delle Lande non è sempre stata così florea; fino al XIX secolo, in effetti, la popolazione di questa regione ha vissuto in condizioni di estrema povertà, specie a causa delle condizioni geologiche del terreno. In passato, infatti, la regione era una sona prevalentemente paludosa, caratterizzata da enormi distese di terreno quasi deserte. L’economia delle Lande, infatti, si fondava del tutto sull’agricoltura e sulle attività legate alla pastorizia. Gli abitanti, infatti, si dedicavano prevalentemente alla coltivazione del miglio ma anche a quella della segala, alimenti questi che erano anche i principali della loro alimentazione. Per quanto riguarda la pastorizia, invece, erano le pecore la ricchezza del territorio. La realtà economica di questa regione e lo stile di vita dei suoi abitanti, in effetti, hanno contribuito a formare l’immagine famosa dell’uomo delle Lande come di un agricoltore che vive sui ‘trampoli’ e si dedica al controllo di terre e bestiame.

La rinascita delle lande

I motivi della povertà del terreno, tuttavia, erano da rintracciare anche nelle condizioni di estrema umidità di questa regione. Le acque piovane, e quindi le acque dei fiumi, nelle Lande non trovavano una via di sbocco verso il mare, motivo per cui finivano con il formare enormi zone paludose e umide. Negli anni 50 dell’800, tuttavia, sono stati numerosi gli agronomi e ingegneri francesi che hanno studiato un progetto finalizzato a migliorare le condizioni del terreno in questa regione. In particolare, l’ingegnere Bremontier e l’agronomo Chambrelent hanno messo a punto un progetto per scavare dei condotti sotterranei che sarebbero serviti a trasportare l’acqua dei fiumi verso il mare, evitandone quindi la stagnazione. Questo progetto, oltre a migliorare la qualità della vita della popolazione e a ridurre gli impressionanti livelli di umidità nella regione, sarebbe servito soprattutto a migliorare l’agricoltura e quindi la ricchezza del territorio. In effetti, fino a quel progetto quasi tutte le aziende specializzate nella produzione del riso, del tabacco e degli arachidi erano chiuse a causa dell’impossibilità di coltivare in quei terreni. La terra, in sostanza era inzuppata di acqua e portava rapidamente alla morte qualsiasi coltura. Oltre ad abbattere le coltivazioni, inoltre, le zone stagnanti erano terreno vertile per i batteri; è sufficiente pensare che la regione più volte è stata aggredita dalla malaria che – periodicamente – decimava la popolazione. Il progetto degli studiosi, tuttavia, portò nuova vita alle Lande. I lavori iniziarono nel 1857 sotto una direttiva precisa che imponeva a tutti i comuni della regione di provvedere alla forestazione del territorio. La pianta principale della grande foresta è stato il Pino marittimo. Dopo l’intervento, le Landes conobbero una vita completamente diversa e l’economia della regione subì un profondo mutamento.

Le Lande oggi

Tra le attività che hanno contribuito in maniera importante alla ricchezza di questo territorio c’è sicuramente l’industria nata intorno al settore della resinazione. La forestazione indotta dall’uomo nella regione, infatti, non tardò a portare i suoi frutti. Gli uomini più ingegnosi, infatti, pensarono bene di sfruttare una speciale sostanza ricavata dagli alberi della foresta che erano in grado di rilasciare una specie di resina che – da quel momento – sarebbe stata impiegata per le barche. Non a caso l’industria della resinazione ha conosciuto il suo principale sviluppo nei comuni che sorgono sulla osta, dove anche la presenza delle barche e la costruzione delle stesse era importante. La resinazione, in effetti, ha quasi sostituito le attività legate all’agricoltura, finendo col diventare un vero e proprio gancio di traino dell’economia di questa regione. Oggi, tuttavia, anche quest’attività è quasi scomparsa e la ricchezza della regione si basa quasi esclusivamente sul turismo.

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