Storia della stampa: dalla rivoluzione al digitale.

stampa foto e stampa online

Prima dell’avvento dei sistemi di digitalizzazione dei processi di stampa e della sostanziale eliminazione della stampa tradizionale (considerata morta entro 30 anni da oggi), la fotocomposizione è stata salutata come la più grande rivoluzione dal tempo di Gutenberg, il padre dei caratteri mobili. I sistemi elettronici di riproduzione, integrati dalle trasmissioni via satellite, permettono di pubblicare sumultaneamente in tutto il mondo le edizioni di giornali e di riviste. Questo mondo oggi è profondamente mutato: la stampa online (www.myfotolife.it) permette di stampare foto su oggetti, tele, carta e qualsiasi altro supporto per ogni tipo di esigenza, grazie a metodi che prima appartenevano solo al mondo industriale o alle grandi tipografie. Invece di grandi stabilimenti di stampa che affidano a flotte di mezzi di trasporto le informazioni relative ad una nazione, la stampa può essere di dimensioni locali, ed essere seguita in stabilimenti automatizzati di piccole dimensioni, con poche persone che hanno la supervisione delle varie operazioni e provvedono alla spedizione del cartaceo.

L’arrivo del web

Allo stesso modo è cambiato il modo in cui si ottengono le notizie in redazione. Prima funzionava così: il procedimento secondo cui i corrispondenti telefonavano e dettavano i loro articoli, che venivano dattilografati o rimaneggiati prima di venire inseriti nelle pagine è andato avanti fino agli anni ottanta. Dopodiché le corrispondenze sono avvenute tramite schede di memoria inserite nelle macchine da scrivere elettroniche, collegate con le normali linee telefoniche. In seguito l’uso del satellite su larga scala e soprattutto del cellulare ha accorciato ulteriormente gli spazi, fino a che non è arrivato internet, con la posta elettronica e il principio di simultaneità che oggi ha persino scavalcato la tv, rispetto alle tempistiche con le quali viene veicolata una notizia (ad esempio via Twitter).

Oggi è anche diversa la fruizione della fotografia, da sempre considerata partner eccellente del giornalismo. Fotografare significa testimoniare, ma anche ricordare volutamente e segnare nel tempo, come una tappa all’interno di un percorso. Internet ha innovato largamente questo settore, consentendo a tanti di diffondere le proprio foto, professionali ed amatoriali, attraverso siti sociali, come Flickr.com, Panoramio e Instragram. Questi siti sono utilizzati da aspiranti fotografi professionisti o semplici persone desiderose di far conoscere i propri usi e le proprie abitudini. Anche la tipografia è cambiata, perché internet ha consentito di espandere l’area della stampa on demand, dando modo a chiunque di progettare oggetti con inserti fotografici non in serie, unici (dai calendari alle tele, dalle stampe da parete alle tazze per la colazione), ricevendo una discreta attenzione dai consumatori. La stampa on demand è anche alla base della rivoluzione della stampa tipografica dei libri, che ha liberato le redazioni delle case editrici delle prime opere di scrittori esordienti non pubblicati, che hanno trovato modo di scaricare la loro gigantesca vanità su blog o su modelli di auto-pubblicazioni, forniti del numero ISBN (si veda l’iniziativa de La Repubblica, con il Mio Libro). Insomma, la rivoluzione digitale, se ha messo in crisi il settore della stampa tradizionali sta certamente aiutando le piccole tipografie, che grazie a sistema di stampa online, possono confezionare prodotti non in serie, personalizzati, che si contraddistinguono per la buona qualità e il margine di profitto.

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