Presidenza Obama: un bilancio di cose buone e meno buone

Alla fine della presidenza Obama mancano ormai due mesi. Come sapete, il presidente americano eletto Donald Trump, entrerà in carica il 20 gennaio. Infatti, negli USA si vota a inizio novembre, ma si entra in carica a gennaio dell’anno successivo. Obama ha diviso molto l’America e il suo elettorato. La sua eredità è difficile oggi da raccontare, in quanto siamo ancora alla fine della sua presidenza e non abbiamo quella necessaria freddezza per commentare al meglio la sua politica.

obamaSicuramente dal punto di vista della politica estera viviamo in un mondo ancora più insicuro di quello del 2008, con uno Stato Islamico catalizzatore del terrorismo in Europa, la guerra in Siria e le rinnovate tensioni con la Russia. Certamente però la presidenza Obama passerà alla storia, anzitutto perché è stata la prima a rompere le barriere, portando una minoranza sul ponte di comando. In secondo luogo, perché comunque sono stati aggiunti alcuni risultati storici, i cui effetti forse si vedranno in un secondo momento.

Vediamo i pro e i contro della presidenza Obama

  • La cattura di Bin Laden. Quello che non era riuscito a Bush è riuscito a Obama, che grazie anche alla cattura del ricercato numero uno si è assicurato la rielezione con ampio margine su Romney nel 2012. È stato lo stesso presidente a dare ordine ai Navy Seal di portare a termine l’operazione che ha comportato la morte del pericoloso terrorista, ispiratore e mente politica e finanziaria degli attacchi dell’11 Settembre 2001.
  • Il caos in Libia. L’attacco contro il regime di Gheddafi forse è più colpa di Sarkozy e Cameron, due autentici inetti che hanno scatenato la guerra in Libia. Ma naturalmente sono stati gli americani a gestire la delicata fase di transizione senza assicurarsi, come in Iraq aveva fatto Bush, un cambio di regime pacifico. Gheddafi è stato ucciso dai ribelli, gli americani hanno perso l’ambasciatore nell’assalto all’ambasciata. Tutt’ora in Libia la situazione è instabile e frotte di migranti sfruttati dai signori della guerra, attraversano il mare, mentre lo Stato Islamico ha stabilito una propria roccaforte a un tiro di schioppo dall’Italia.
  • Posti di lavoro. Renzi durante l’ultima cena di stato alla Casa Bianca, di cui era ospite d’onore, ha ricordato che la politica di crescita economica imposta da Obama è quella che ha rilanciato l’economia americana nel dopo crisi del 2008. L’occupazione è salita, il tasso di disoccupazione è tornato ai livelli pre-crisi. Secondo Trump e i suoi sostenitori però il ritorno alla piena occupazione in alcune aree depresse ha avuto un caro prezzo: salari bassi e un aumentata competizione di stati come la Cina che hanno di fatto impoverito il futuro delle famiglie americane.
  • Relazioni con Cuba e Iran. Obama ha raggiunto sicuramente due risultati storici dal punto di vista delle relazioni estere. Ha fatto la pace con Cuba, riaprendo le relazioni diplomatiche e commerciali con il regime di Raul Castro, che consentiranno ai due paesi di stabilire proficui scambi economici e culturali, favoriti dalla vicinanza geografica e dalla condivisione di una importante area di mercato. L’eliminazione dell’embargo è un’eredità che peserà nel giudizio positivo su Obama, in quanto era obiettivamente anti-storico. Con l’Iran Obama (grazie all’opera del suo segretario di stato John F. Kerry) ha raggiunto un accordo di sviluppo civile del nucleare, riconoscendo il ruolo della repubblica islamica nell’area.
  • Le relazioni con la Russia, la Turchia e la situazione in Medio Oriente. La Siria è una ginepraio nel quale ognuno gioca la sua partita, ma non c’è dubbio che siamo arrivati a una fase simile alla guerra fredda, con un confronto a distanza con la Russia, che si gioca sul terreno medio-orientale. Problemi anche con la Turchia in seguito al fallito golpe contro Erdogan, che hanno spinto Ankara e creare un inedito asse con Putin, nonostante sia un paese Nato.
  • Doveva chiudere Guantanamo e non l’ha fatto. Era stata una promessa, ma di fatto la mancanza di controllo del Congresso da parte del suo partito ha impedito di portare a termine questo progetto. Allo stesso modo Obama ha dovuto fronteggiare i casi Snowden e Wikileaks, spesso non sapendo risolversi e lasciando il dubbio di una debolezza costante.
  • Obamacare: il punto più delicato è questo. Grazie alla sua legge sull’assistenza sanitaria Obama è riuscito a imporre al servizio pubblico americano, l’assistenza 20 milioni di persone. Secondo i repubblicani è un sistema troppo costoso, ma la verità è che prima della sua approvazione il 17% degli americani era senza una benché minima assicurazione sanitaria. Grazie a questo piano si è tornati a una cifra inferiore al 9%, considerata “sistemica” e in linea con la storia americana. Ma le assicurazioni stanno pagando un prezzo troppo alto e si pensa che il sistema sia insostenibile nel lungo periodo.
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