Perché diciamo che la storia è maestra

Historia Magistra. La storia è maestra. Questa frase vuol dire che la storia tende a ripetersi e lo fa perché i protagonisti sono sempre gli stessi. Ma come mai è importante studiare la storia e perché essa tende a ripetersi? La risposta da un lato è semplice, dall’altro richiede maggiori spiegazioni. La prima risposta semplice è che la storia tende a ripetersi perché è fatta dagli uomini. Gli uomini sono mossi, in ogni epoca, dagli stessi bisogni e dagli stessi desideri, non deve pertanto sorprendere che essi tendano a commettere sempre gli stessi errori e ad agire secondo schemi precostituiti. Gli uomini tendono a scalare le posizioni politiche di prestigio per acquisire maggiore rilevanza sociale, che di fatto gli consente di aumentare le chance di riproduzione con un corredo genetico superiore. Inoltre la socialità dell’uomo fa si che i leader tendano a prendersi cura della loro clientela e dei clan allargati, che possono diventare intere nazioni. Si fanno le guerre per le risorse e quasi sempre queste sono motivate dalle ambizioni personali dei leader, incoraggiati dai loro clan.

La storia poi si ripete perché il pianeta è uno solo: anche se le esplorazioni ce lo hanno reso sempre meno misterioso, è un dato di fatto che gli uomini tendano ad ammassarsi in precise aree geografiche. Uno studio molto attento ha dimostrato che gran parte della popolazione umana oggi tende ad abitare esattamente le stesse zone da millenni. Ci sono insediamenti di 3000-4000 anni costantemente abitati e il motivo per cui si scelgono (si pensi a Roma, Napoli, Marsiglia, Baghdad, la stessa tragica Aleppo) è perché sono al centro di traffici oppure consentono un controllo del territorio e delle risorse. Ancora più sorprendente è scoprire che le principali città del mondo spesso sono poste in zone non troppo temperate, alcune addirittura in corrispondenza di punti caldi, non lontane da zone di subduzione.

Insomma, la storia è ciclica, tende a ripetersi perché l’evoluzione spinge gli uomini ad adattarsi al pianeta, che più o meno è rimasto sempre lo stesso nella breve finestra della civiltà umana. È assai probabile che il comportamento umano, fatto di guerre, tragedie, lotte per il potere, conquista di territori altrui, fosse assai simile anche nel periodo preistorico, quando cioè non avevamo testimonianze scritte che raccontassero le vicende dei popoli.

Se la storia è maestra perché non impariamo mia la lezione? Perché per rispondere con un famoso aforisma di John Maynard Keynes, “nel medio e lungo periodo siamo tutti morti”. Cioè gli uomini, in termini assolutamente umani, tendono a preoccuparsi esclusivamente del presente, perché la scienza li ha programmati per sfruttare al meglio le opportunità attuali per assicurarsi un miglior corredo genetico per la discendenza. In sostanza, la loro reale preoccupazione per il futuro non risiede nell’agire per le future generazioni, ma nell’assicurarsi che esse vedano la luce.

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