L’orrore dei gulag

gulag

Che cos’era un gulag?

Il termine gulag fu coniato per un’agenzia governativa incaricata dei campi di lavoro forzato. Ma nell’immaginario collettivo oggi questa parola simboleggia l’intero sistema sovietico basato su repressione, arresti indiscriminati, torture, disprezzo dei diritti umani ed esecuzioni di massa. l campi di concentramento esistevano già prima di Stalin, anche se si chiamavano “campi correttivi di lavoro” ed erano destinati ai nostalgici e sostenitori dello deposto regime zarista. Il Primo di questi -campi” fu installato nel 1915. Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta Stalin trasformò queste strutture carcerarie, suddivise in bagni penali – 423 sparsi in tutta l’Unione Sovietica – e oltre una cinquantina di campi di sterminio, dove chi entrava non ne usciva vivo. Vi soggiornarono 14 milioni di persone (l’equivalente delle popolazioni della Svezia e della Norvegia messe insieme): si calcola che oltre il W% non ne fece ritorno. La grande maggioranza dei gulag si trovava nelle regioni remote e inospitali della Siberia nord-orientale.

Il campo di Kolyma

Uno in particolare, quello di Kolyma, era un incubo per qualunque prigioniero in attesa di destinazione: l’inverno durava tutto l’anno e la sua posizione escludeva ogni possibilità di evasione.

Un campo, come molti altri in Siberia, che non aveva bisogno né di fortilicazioni né di transenne: intorno non vi erano che spazi sterminati di neve e ghiaccio. I gulag non erano stati progettati per le esecuzioni di massa pianificate, come i campi di concentramento nazisti, il loro scopo era di punire chi, per qualche ragione, era scomodo al regime e ai suoi capi. Rispetto ai campi nazisti, i gulag erano più numerosi e ospitavano più prigionieri, la maggior parte dei quali non aveva subito neppure l’ombra di un processo. Erano costretti a interminabili anni di duro lavoro e venivano nutriti con un’alimentazione povera e subdolamente dosata: più lavoravano, maggiore era la loro razione di zuppa insipida, ma poiché li si forniva di utensili primitivi, rotti o inadeguati, raggiungere l’obiettivo che avrebbe assicurato un pasto più consistente era quasi impossibile. Con razioni di cibo insufficienti, e a volte solo quattro ore al giorno di riposo, i prigionieri dei gulag erano per lo più destinati a perire di stenti.

Solo nell’inverno 1941 un quarto della loro popolazione morì di fame. Per Stalin i gulag erano essenziali. Il turn over era così efficiente che ogni prigioniero che moriva nei campi veniva immediatamente rimpiazzato, in tal modo il lavoro a bassissimo costo continuava ininterrotto.

Quale fu lo scopo reale dei gulag?

Questi prigionieri giocarono un ruolo chiave nel consentire alla Russia di vincere la Seconda Guerra Mondiale, in quanto costruirono strade, armi e dotazioni per l’esercito, carri armati e altre macchine belliche. I campi erano collocati ovunque ci fosse bisogno di manodopera a basso costo per qualsiasi scopo, come la costruzione del canale del Mar Baltico. L’istituzione dei gulag fu finalmente soppressa nel 1960, ma molte delle pratiche di questi campi, come il lavoro forzato e l’intimidazione dei prigionieri, esistono ancora al giorno d’oggi, anche se sono meno note e forse meno crudeli.

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