L’oro nella memoria e nella storia

La ricerca dell’oro, il metallo prezioso per eccellenza, ha sempre avuto un enorme impatto sul genere umano. Nel medioevo, lo sforzo degli alchimisti di convertire metalli “non nobili”, come ad esempio il piombo, in oro, quantunque non riuscito, determinò la nascita della chimica come scienza. La ricerca dell’oro giustificò anche gran parte dello spirito esplorativo che pervase l’Europa e il vecchio mondo e, più tardi, il nuovo. La colonizzazione dell’America occidentale da parte dei bianchi fu accelerata quale risultato della gold rush, ovvero della frenetica corsa all’oro verificatasi nel 1849 in California, e la stessa cosa accadde in Australia e persino in Alaska. Nella frenesia isterica che pervase questi anni, centinaia di persone con scarse conoscenze di minerali e di estrazione mineraria si misero in azione travolti dal miraggio della ricchezza. Tuttavia, la più grande riserva aurifera del mondo scoperta nel 1886 in Sudafrica si rivelò ben presto troppo difficile e costosa da sfruttare per il cercatore d’oro tradizionale. Cominciò così l’era delle compagnie minerarie, che fornirono le risorse finanziarie e l’esperienza tecnica necessarie per scavare nel sottosuolo i filoni auriferi a profondità sempre crescenti.

Ma quanto oro c’è sulla Terra?

Quantunque l’oro sia ampiamente distribuito in natura, le concentrazioni medie sono molto basse, forse nell’ordine di quattro parti su un miliardo nell’intera terraferma, e di circa 0,004 parti su un miliardo negli oceani. In confronto l’alluminio – il metallo più abbondante in natura – costituisce pressapoco l’8% della crosta terrestre. Sin quasi al 1900 la fonte della maggior parte dell’oro era rappresentata dai cosiddetti depositi placer (giacimenti detritici o di sedimentazione), derivanti dal processo di erosione operato dagli agenti atmosferici e dalla disintegrazione di fessure mineralizzate e di vene aurifere. Nella maggior parte dei casi, tali depositi sono gradualmente trascinati dalle acque di torrenti o di fiumi che scorrono in queste aree, e vanno a concentrarsi nelle sabbie e nelle ghiaie di questi ultimi o nelle coste marine.

Come si forma l’oro

Le fessure o vene aurifere sono quasi sempre associate al quarzo o si trovano spesso vicino al granito. Tali depositi si sono formati sotto determinate condizioni di temperatura e di pressione, coinvolgendo la mineralizzazione di fluidi che originano a grande profondità. L’oro così formato è frequentemente associato ad altri metalli e solfuri e può anche trovarsi in combinazione con il tellurio e l’argento. Ancora oggi, le teorie relative alla formazione dei depositi minerali non sono in grado di soddisfare del tutto gli eventi e non trovano d’accordo tutti i geologi: nel caso dell’oro, ciò è ben dimostrato dal deposito sudafricano Witwatersrand, che è ancora oggetto di controversia. Il placer si è depositato contemporaneamente alle bande cementate di agglomerati rotondeggianti di ciottoli, o si è mineralizzato in conseguenza ad una successiva infiltrazione di soluzioni aurifere? La maggior parte dell’oro mondiale viene estratta sotto forma del cosiddetto “oro nativo”, ma quasi invariabilmente contiene argento e altri metalli come il rame. Un’importante seppure complessa fonte del prezioso elemento è costituita da composti di oro e di tellurio; inoltre, l’oro viene anche recuperato in quantità significative come sottoprodotto da giacimenti di metalli basici come quelli di rame, piombo e zinco.

L’oro puro ha un’alta densità relativa (19,3) che, quantunque suscettibile di variare nelle leghe, risulta nondimeno sei o più volte superiore a quella delle rocce o dei sedimenti circostanti. In conseguenza a questa proprietà fisica, il cercatore di un tempo usava, per individuare i depositi placer, una batea (una specie di piatto poco fondo per la separazione di minerali) ed acqua al fine di lavare via i costituenti più leggeri finché non si rivelava il pesante oro. Questo semplice metodo può ancora essere applicato ai depositi sotto forma di vene affioranti una volta che la roccia in cui il minerale è inglobato sia stata finemente sgretolata; tuttavia, con la progressiva diminuzione delle fonti aurifere, accessibili con facilità, i metodi esplorativi sono divenuti più complessi e più dispendiosi.

Ancora oggi l’oro rappresenta una suggestione oltre che un valore come bene rifugio anche nel settore della gioielleria) e negli ultimi anni è stato oggetto di scambio frequente, in conseguenza della grave crisi economica che ha costretto molte famiglie a vendere i gioielli in oro di famiglia, favorendo la diffusione di di negozi “compro oro” in tutte le città italiane.

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