L’opera di Don Bosco e dei salesiani

Il nome di don Bosco è inevitabilmente legato al suo grande lascito per l’infanzia e l’educazione: l’istituzione degli oratori salesiani. Questo suo particolare legame con gli umili e disadattati iniziò ben presto, quando fu nominato sacerdote nel 8141. Don Bosco era solito riunirli durante le festività, quando la sensazione di abbandono e di povertà era maggiormente avvertita. Egli forniva loro assistenza spirituale e soprattutto materiale, dato che erano spesso in condizione di indigenza. Guidato da quelli che definiva come sogni e che identificava come “un volere divino”, Don Bosco iniziò l’opera degli oratori, a Torino, in un quartiere popolare, dove riuscì a raccogliere oltre 300 ragazzi nell’oratorio intitolato a San Francesco di Sales. Nonostante le avversità della Chiesa ufficiale e le ostilità di un certo mondo cattolico, egli continuò la sua opera avvalendosi anche all’aiuto di sua madre Margherita. Nel 1864 diede vita alla Pia società di San Francesco di Sales (i salesiani). Grazie all’instancabile opera della società, gli oratori si moltiplicarono in Italia e poi nel resto del mondo, come in Francia, Gran Bretagna e Spagna, diventando dei veri e propri collegi dediti alla formazione professionale dei giovani e alla loro istruzione. Nel 1875 ebbe inizio anche l’opera missionaria di Don Bosco, che inviò preti salesiani dapprima in Argentina, poi in Cile, Uruguay e Brasile, con il compito di raccogliere nuovi fedeli e incentivare la causa evangelica, sempre con uno sguardo attento alle condizioni dell’infanzia e degli ultimi. Nel frattempo i primi sacerdoti educati presso i salesiani venivano ordinati vescovi e quindi cardinali.

Nel tempo egli fu visto con maggior considerazione e benevolenza dalle gerarchie ecclesiastiche e si adoperò per migliorare i rapporti tra il Vaticano e lo Stato dopo l’unità d’Italia, svolgendo opera di mediazione dal suo osservatorio privilegiato di Torino. Lo stesso Cavour gli dimostrò più di una volta stima e riconoscenza. Quando morì don Bosco aveva lasciato in eredità qualcosa come 250 oratori e una fama di santità e di pietà che lo circondava praticamente in ogni suo viaggio, motivo per cui si diede subito corso alla causa di beatificazione, che trovò la sua conclusione nel 1929, prima di venire riconosciuto come santo nel 1934. La sua attività e quella dei suoi collegi salesiani è sempre stata dedicata a dare possibilità ai ragazzi, sia in termini di vita sociale e inserimento, sia a fornire loro un’istruzione adeguata fin dai primi anni della scuola, contribuendo in misura molto importante alla scolarizzazione dando loro anche delle conoscenze tecniche. Le attività dei collegi salesiani proseguono tutt’oggi sotto il riconoscimento pontificio, come una congregazione di tipo misto (prima era esclusivamente maschile).

(Visited 164 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *