La strada per l’Unità d’Italia: la guerra di Crimea

L’intuito di Cavour ha giocato un ruolo determinante nella strada per l’Unità d’Italia, conseguita nel 1861. La sua politica nasce dalla consapevolezza che una nazione come l’Italia può esistere solamente col beneplacito delle potenze. Questo perché a metà dell’Ottocento il peso demografico ha una ragione d’essere. Il decennio che precede l’Unificazione viene chiamato di Seconda Restaurazione e segue i moti insurrezionali del 1848, che hanno caratterizzato varie regioni d’Europa e diverse zone d’Italia. Dal punto di vista economico e demografico si può osservare che l’aumento di popolazione è di poco superiore a quello del decennio precedente, ma è significativo concludere che uno stato unitario italiano, basato sulle aspirazioni risorgimentali, occuperebbe un posto importante nel consesso europeo. Da qui le preoccupazioni del Cavour di assicurarsi delle forti alleanze contro l’Austria-Ungheria, considerata il maggior ostacolo all’azione del Regno di Sardegna.

La Guerra di Crimea

La volontà di Cavour di inserire il piccolo regno sabaudo nel complesso gioco diplomatico e politico europeo si materializza con la Guerra di Crimea. Essa nasce dal desiderio delle tradizionali potenze continentali di dividersi le spoglie del fatiscente Impero Ottomano. Da sempre la Russia, che occupa militarmente la Crimea, è protesa dal Mar Nero verso il Mediterraneo e non nasconde le proprie intenzioni. Lo zar Nicola I, nel 1853, riprese dunque la politica espansionistica verso l’impero dei turchi, facendo occupare i principati sorti intorno al Danubio, vassalli della Turchia e intraprende delle operazioni marittime contro la flotta turca. Preoccupate dal rinnovato imperialismo dei Russi, Francia e Inghilterra decidono nel 1854 di dar man forte al Sultano di Costantinopoli, inviando le rispettive flotte nel Mar Nero, invitando perciò gli altri stati europei ad unirsi a loro per contenere l’avanzata dello zar. La questione orientale, così venne chiamata nella pubblicistica del tempo, suscitò parecchie speranze negli ambienti del liberalismo italiano, soffocato dalle mancate promesse degli anni precedenti. Un conflitto europeo era considerato una buona occasione per mettere in discussioni gli equilibri sedimentati dall’epoca post-Napoleonica, mettendo insieme delle forze nazionali contro le forze reazionarie e retrive, che venivano identificate proprio nella Russia e nell’Austria-Ungheria.

Documentario sulla Guerra di Crimea

La Battaglia della Cernaia

Cavour ebbe buon gioco nello spingere il Regno di Sardegna a entrare nella coalizione anti-russa, chiedendo alle potenze maggiori di riconoscere il ruolo paritario del Piemonte in tutte le fasi della guerra, comprese le trattative diplomatiche, al fine di poter mettere sul piatto l’annosa questione italiana. Ma l’ambizione di Cavour era superiore alla realtà politica: l’Austria si dichiarò neutrale e di fatto non osteggiò affatto l’intervento anti-russo, perché allargava il suo campo di manovra nel delicato settore dei Balcani. Nel 1855, al momento della convezione stipulata con Inghilterra e Francia, che di fatto prevedeva l’invio di ben 15.000 soldati piemontesi, la questione italiana rimaneva irrisolta. Non furono pochi i critici negli ambienti di Torino a vedere nella mossa astuta, ma forse troppo audace, un prezzo assai elevato per ottenere solamente delle vaghe promesse di appoggio contro l’Austria.

In guerra i nostri bersaglieri si comportarono molto bene. Sulle rive della Cernaia, il 16 agosto del 1855, i soldati francesi e piemontesi respinsero con successo un assalto russo, che aveva come obiettivo quello di sbloccare dall’esterno l’assedio di Sebastopoli, importante porto sulle sponde del Mar Nero e sede della flotta dello zar. In questa unica battaglia nella quale sono coinvolti in Crimea, i piemontesi contano 16 morti e 170 feriti. Successivamente i francesi occupano il porto, ponendo fine alle operazioni belliche e aprendo una fase diplomatica che culmina nel Congresso di Parigi.

(Visited 615 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *