La storia della moneta

La storia delle monete

La storia delle monete

Quando si superò la fase dei libero scambio dei beni, comune a tutte le civiltà primitive, sorse immediatamente la necessità dell’Istituzione della moneta, di un simbolo cioè del valore del bene. Per le civiltà primitive — come già abbiamo detto — anche ai giorni nostri, la moneta rappresentata da oggetti vari, conchiglie, pelli, stoffe, attrezzi d’uso quotidiano, prodotti alimentari; è questa la moneta naturale che può essere utilitaria. Quando, nonostante l’impiego, mantiene l’uso primitivo, o simbolica, se ha perduto il suo uso originario. Presso i popoli più evoluti si impiega invece la moneta civile, cioè la trasformazione di una antica moneta naturale in metallo o altro che, col tempo, è venuta ad assumere valore convenzionale, in maggiore o minore rapporto col suo reale valore ponderale.

Le monete antiche con i metalli preziosi

L’evoluzione di questo particolare tipo di moneta per i suoi evidenti rapporti con l’arte dell’incisione, è quella che maggiormente interessa. I più antichi esempi di moneta risalgono al sec. VII a. C. e si diffondono rapidamente in tutte le rene greche del Mediterraneo; metalli preferiti l’oro, l’argento, il bronzo, l’elettro (lega d’oro e d’argento) ed altre leghe di vario genere, quale ad esempio il biglione (argento, stagno e piombo): non è raro tuttavia trovare anche nell’antichità monete suberate, monete cioè di metallo di minor valore ricoperte da un leggero strato di metallo prezioso. Nell’epoca Imperiale romana infine, con le monete il cui valore reale è inferiore al legale potere d’acquisto, si viene a formare il concetto di moneta nominale al quale si atterranno tutte le legislazioni monetarie successive; in altre parole si venne allora a diffondere il concetto della moneta-valore che si sostituisce alla moneta-merce, tipica di tutte le forme di civiltà più primitive. $1 qui Impossibile seguire lo sviluppo delle varie monete in uso sia nell’antichità sia nell’età medievale che moderna, a causa delle enormi diversità di conio, peso, valore e metallo Impiegati nelle singole zecche, anche se amministrativamente dipendenti da un unico stato. Più interessante vedere nel suo insieme lo sviluppo storico della moneta. Mentre le monete greche rimangono legate a forme locali con nomi diversi, più organica appare invece la monetazione romana; nell’età più antica compaiono l’un nido, l’aes Rude, l’aes signatum e l’aes grave, accanto ai quali sono vari multipli e sottomultipli tra cui pezzi quadrilateri, grosse forme bronzee portanti in genere un rilievo con figura di animale.

La moneta nell’età moderna

Durante l’età repubblicana sono comuni le monete consolari, sempre in bronzo, coniate a cura delle più note famiglie nell’età imperiale compare infine un grande numero di monete, vero e proprio museo iconografico. Queste monete sono in genere in bronzo o in argento; l’oro compare anche nelle forme pii, antiche, ma ha valore soprattutto come peso e quindi non come vera e propria moneta cometa. Con la caduta dell’impero romano non cessò la monetazione che sino a quell’epoca era stata tradizionale: si conservano infatti sia le denominazioni del multipli e sottomultipli delle monete romane, sia, nel complesso, le forme in uso, limitandosi a sostituire alle effigi degli Imperatori, leggende e tipi relativi ai vari popoli barbarici. La continua rarefazione dell’oro e, di conseguenza, il continuo svilimento della moneta, portò alla riforma monetaria di Carlo Magno, che stabili l’ancoramento del valore della moneta all’argento; in seguito al suo nuovo sistema moneta-peso, base veniva ad essere la libbra d’argento (lira), divisa in 20 soldi, ciascuno del quali composto da 12 denari. Questa fondamentale riforma praticamente in uso sino alla diffusione del sistema decimale. Di qui l’enorme quantità di Monete in uso nei singoli stati, di differente valore reale, le forme ed i tipi ed i nomi sempre più lontani dalla torma originarla. Il papato innanzitutto (accanto alle sopravvissute torme longobarde ed alle monete orientali, queste ultime in parte ancora legate all’oro), e più tardi tutti gli stati sovrani, si staccarono man mano dal sistema carolingio per dare vita a sempre nuove forme di moneta contraddistinte da nomi particolari, alcuni dei quali limitali ad un determinato periodo, mentre altri ebbero anche larga diffusione sino ad indicare moneta a lungo coniate ed impiegate. Conseguenza dello svilimento della lira di Carlo Magno fu soprattutto il formarsi di numerosi multipli; mentre nei tempi più antichi si venne ad impiegare l’obolo (il mezzo denaro), si sentì poi la necessità di usare monete di maggior conto il cui rapporto con le monete precedenti è sempre legato al nome, non tanto all’autentica quantità di fino (argento) presente nelle monete stesse. Tra le monete più diffuse nell’età medievale c’era il denaro grosso (equivalente a 12 denari, cioè teoricamente ad 1 soldo, e chiamato ad esempio matapane a Venezia, grosso tornese in Francia. skilling in Scandinavia, e il fiorino di Firenze, che, come il ducato di Venezia ed il genovino di Genova, ebbe sin dal sec. XIII larga diffusione. Ognuna di queste monete dette vita ad altre monete di diverse città, con particolare valore e specifici rapporti con altri pezzi contati, come del resto avvenne anche più tardi, nel sec. XV, quando apparvero te prime monete moderne, i testoni, cui seguirono i tolleri, gli scudi ed i ducati, legati al valore argenteo della lira. Contraffazioni e falsificazioni sono in questo periodo all’ordine del giorno a causa delle troppo forti diversità di valori della moneta di identica quantità di fino tra paese e paese.

La nascita del dollaro e della sterlina

Solo più tardi, nel sec. XVII. quando più perfezionati impianti permisero una coniazione più regolare, si venne ad assistere ad un miglioramento delle forme artistiche delle monete e ad una loro fattura più regolare. La situazione monetaria rimase tuttavia assai disordinata sino alla riforma napoleonica quando, con l’introduzione del sistema decimale, rimasto poi in favore anche dopo la caduta di Napoleone, la definizione del valore della moneta, nonostante l’inevitabile confusione dei primi tempi, fini con l’essere semplificata. Accanto ai nomi tradizionali (la lira innanzi tutto) erano intanto comparse nuove monete, il dollaro (legato al colonnato spagnolo) e la sovrana, derivata dalla vecchia sterlina, legata esclusivamente all’oro e non più, come precedentemente, anche all’argento. Questi due metalli continuarono tuttavia ad aver fortuna in tutte le monetazioni, sostituiti tuttavia, col progredire dell’inevitabile inflazione in tempi moderni, con banconote innanzi tutto e, per i prezzi di minor valore, con Monete di metallo più vile, rame e nichel e, più tardi, leghe assai leggere, diverse da paese a paese.

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