La peste nera: riassunto e curiosità

La peste del Trecento è un avvenimento che ha avuto un enorme impatto sulla storia europea. Si stima che abbia dimezzato la popolazione europea, nel corso di più ondate, a partire da quella celebre del 1348, per continuare nei decenni successivi.

Ecco alcune curiosità interessanti sulla peste nera (detta anche bubbonica, dal fatto che provocava dei bubboni infetti sulla pelle).

  • La peste nera ha colpito l’Europa ad ondate a partire dal 1348, la peste del Boccaccio, ma la prima vittima di cui si ha certezza fu registrata nel 1338 nell’area intorno al lago Bajkal in Russia.  Dai porti del Mar Nero si diffuse in Europa attraverso i porti italiani, in particolare in quello di Messina, allora molto importante.
  • Muovendosi verso nord la peste riuscì a raggiungere addirittura gli insediamenti europei in Groenlandia.
  • La medicina moderna ha tentato di diagnosticare a posteriori la peste, associandola ad altri grandi piaghe, come il tifo, dubitando che la peste potesse diffondersi così velocemente come invece accadde.
  • Tuttavia uno studio francese basato sui resti dentali di alcune vittime del tempo ha consentito di isolare il virus della Yersinia Pestis nelle tre vittime analizzate.
  • Per secoli gli europei dovettero affrontare questo mortale nemico, senza conoscerlo. Ignoravano che la peste si diffondesse attraverso le pulci dei ratti. E da qui agli animali domestici  e all’uomo.
  • Come veniva curata la peste nel Medioevo? Alcuni medici tentarono di affrontare quello che in tanti consideravano come un vero e proprio supplizio divino. Esempio: una cura consisteva nell’essere felici ed evitare i cattivi pensieri. Altri consigliavano di evitare la frutta, chi invece immergeva delle erbe aromatiche nelle bevande, chi evitava le mercerie.
  • Alcuni medici pensavano che la peste si potesse sconfiggere con i cattivi odori, così preparano delle medicine a base di sterco e urine.
  • Durante le frequenti guerre tra Inghilterra e Francia ci fu una delle più grandi infezioni. I soldati inglesi importarono il morbo in Gran Bretagna, che ne uscì sconvolta, perdendo anche tre quarti della popolazione nelle zone più abitate.
  • La stessa città di Londra fu ripetutamente colpita: famosa fu la peste del 1665, una delle ultime grandi pestilenze, seguita a breve dal famoso incendio.
  • Più recentemente una pandemia colpì la Cina e l’India nel 1890 e da lì si spostò negli Stati Uniti d’America, che fino ad allora erano rimasti immuni. Fu durante questi avvenimenti che fu scoperta finalmente la causa, quasi 600 anni dopo  la prima epidemia.
  • Le stime sulle perdite dovute alla peste del 1348-1351 parlano di perdite per il 20-60% della popolazione europea. L’Italia, particolarmente colpita, perse la metà della popolazione. Secondo le fonti moderne si stima che le perdite oscillino tra i 75 e i 200 milioni di persone. Più di tutte le guerre messe insieme.
  • Il termine “peste nera” è moderno: al tempo della diffusione veniva chiamata semplicemente “la pestilenza”.
  • Non si trattò comunque della prima grande ondata. Non riconosciuta, ma dello stesso tenore fu la Peste di Giustiniano del VI secolo, anche se le perdite non furono le stesse.
  • La Peste Nera arrivò dopo un periodo di forte crescita demografica che limitò la disponibilità dei raccolti. Gli animali furono portati negli insediamenti urbani, piccoli e grandi, come fonte di sostentamento, aumentando la velocità del contagio. Questo periodo precedente alla peste viene chiamato dagli storici: la crisi del Trecento, un periodo di forte contrazione economica.
  • Secondo gli storici la peste iniziò a causa di una guerra: i Tatari nel 1347 stavano assediando la città genovese di Kaffa e per terrorizzare gli abitanti, gettarono i corpi delle vittime di peste all’interno delle mura. Una flotta mercantile genovese approdò nello stesso anno a Messina, in Sicilia, percorrendo le tratte commerciali con il Mar Nero. Queste navi trasportavano marinai morti o moribondi, molti dei quali mostravano i sintomi tipici della peste, come i bubboni sotto le ascelle. Molti sputavano sangue e morirono nel giro di poche ore.
  • Susseguentemente le città italiane furono letteralmente travolte dalla pestilenza. Siena, importante città commerciale, interruppe la costruzione del duomo, dato che morirono metà dei suoi abitanti. Un anno dopo era già arrivata a Bergen in Norvegia.
  • Lo Yersinia pestis provoca tre varietà di peste: la peste bubbonica, causata da punture di pulci infette, i cui batteri si spostano verso i linfonodi e si moltiplicano rapidamente, formando le bolle note anche come bubboni. Poi c’è la peste polmonare, che colpisce appunto i polmoni e provoca forte tosse ricca di sangue, che accelera il contagio da persona a persona. Infine c’è la peste setticemica dovuta a un cedimento complessivo dell’organismo. Non appena arriva, si muore.
  • La peste scatenò violenze di ogni tipo, gli antisemiti ne approfittarono per incolpare gli Ebrei accusati di voler distruggere i cristiani, anche se gli Ebrei furono colpiti in egual misura. Ci furono anche delle confessioni forzate.
  • Ad accelerare il contagio ci fu anche la scarsa igiene personale. Fare il bagno ripetutamente era considerato un segno di vanità, così cambiarsi gli abiti spesso. In più si pensava che il bagno aprisse i porti della pelle favorendo l’introduzione dell’aria cattiva. Questa credenza è durata fino al XIX secolo. Gli antichi romani, per esempio, si lavavano spesso e non è un caso che Roma rimase immune da epidemie di grande portata, che invece colpirono i confini (come la peste o il vaiolo che colpì Marco Aurelio durante le Guerre Marcomanniche).
  • Per sfuggire alla peste, chi poteva lasciava le città. L’epopea narrativa del Decameron di Boccaccio nasce proprio da questa tragica esperienza. Nelle città i corpi venivano accatastati al di fuori e dentro le mura, provocando l’aria cattiva e pestilenziale tipica delle città colpite dalla peste. Ma anche nelle comunità chiuse come i monasteri e i conventi erano particolarmente virulenta.
  • Una delle conseguenze più durevoli della grande peste del XIV secolo fu la perdita di potere della Chiesa, l’incapacità di dare una risposta, che piantò i semi per i movimenti di Riforma dei secoli successivi. Anche l’Umanesimo, come ritorno all’uomo, e il pensiero scientifico sperimentale hanno tratto forza da questa tragica esperienza.
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