La nascita del partito repubblicano

Il partito repubblicano

Il partito repubblicano

Il partito repubblicano rappresenta un’organizzazione politica la cui ideologia trova le proprie radici in Francia alla fine del sec. XVIII.

La nascita del partito repubblicano

Un gruppo di tendenza repubblicana sorse appunto in Francia nel 1790 intorno al  Mercure National e al gruppo del Condotte. Con la proclamazione della repubblica francese nel 1792 un partito repubblicano fu inutile, e i movimenti politici sorti dalla Rivoluzione si differenziarono in base ad altri criteri che non quello istituzionale, già risolto. All’epoca di Napoleone e per il pericolo del crollo dell’istituzione repubblicana — crollo che poi avvenne – il repubblicanesimo cercò nuovamente di organizzarsi: in questo periodo repubblicani e liberali sono ancora insieme, ma la rivoluzione del 1830, considerala dai liberali il punto di arrivo della loro politica, li divise. Dopo una serie di lotte politiche, non escluse le barricate e le insurrezioni, i repubblicani si trasformarono nel partito dei radicali riformisti, che caddero però nel 1848. Napoleone III sconvolse le file repubblicane, deportandone gli esponenti. Il partito repubblicano si riformò tuttavia nel 1859, in seguito all’amnistia e partecipò alla lotta contro lo stesso Napoleone e in favore della costituzione della repubblica, di cui fu uno dei partiti di governo.

Il partito repubblicano italiano

Il partito repubblicano italiano fu creato intorno al 1031-32 specialmente per merito del Mazzini, il quale aveva di mira però un pia vasto movimento repubblicano, compreso nella Giovane Europa. L’unità di questo movimento repubblicano europeo si ruppe però successivamente, anche in seguito all’ostilità dei movimenti monarchici da una parte, e dei marxisti dall’altra. Nel sec. XX il partito repubblicano italiano fu all’opposizione, con esponenti quali N. Colajanni, G. Bovio, A. Ghisleri, ecc., ed ebbe i suoi centri pigi /orli nel tarlo, in Toscana, nelle Marche e soprattutto in Romagna. Dopo la I guerra mondiale ebbe una ripresa ma il regime fascista, da esso combattuto, si affrettò a sopprimerlo come formazione legale. Risorto nel secondo dopoguerra, mantenne la sua intransigenza al punto di astenersi dal partecipare ai Comitati di Liberazione Nazionale fino all’esito del referendum istituzionale (2 giugno 1946). Con la caduta della monarchia, andò per la prima volta al governo e suoi esponenti, come Pacciardi, La Malfa, Reale, parteciparono a diversi gabinetti. Dopo la formazione del centro sinistra  (1962) il partito partecipò alla costituzione dei vari governi che da tale data la sono succeduti in Italia assumendo un ruolo di primo piano e conquistando nelle elezioni del 1968 due seggi al senato (nelle elezioni dei 1003, nessun Rende) e nove seggi alla Camera del deputati (nelle elezioni del 1963, sei seggi).

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