Quando la memoria si perde

L’Alzheimer si chiama così per il nome del medico che osservò per primo il caso scuola di demenza presenile. Oggi tuttavia si tende ad associare l’Alzheimer all’insorgenza di una demenza progressiva a partire dal sesto decennio di età, anche se l’avanzamento dell’aspettativa di vita sta spingendo sempre più in là l’insorgere di questo tipo di malattia.

Fisiologicamente l’Alzheimer presenta la comparsa di placche senili e la perdita di neuroni cerebrali. Il dramma che ne consegue è una serie di disturbi che da quelli iniziali compromettono progressivamente l’indipendenza e la vita del soggetto.

In genere ci si accorge di soffrire di Alzheimer in modo casuale, per la ripetitività di certi meccanismi mnemonici. La mancanza di memoria è l’aspetto più interessante e allarmante dell’insorgere della malattia. Si inizia perdendo la memoria a breve termine, per questo motivo all’inizio, soprattutto chi ne soffre e non coloro che stanno intorno al malato, pensa più che altro a distrazioni, stanchezza, stress emotivo. Chi sta intorno invece si rende conto che il malato inizia a dimenticare un po’ troppo spesso dove ha messo le chiavi, l’ora di un appuntamento, fin quando non inizia a dimenticare i nomi, che dovrebbero essere familiari.

La malattia degenera quando ci si dimentica delle conversazioni appena svolte e degli impegni appena presi. In seguito, a essere compromessa è proprio la funzione logica e semantica del linguaggio: il significato di un discorso viene stravolta dall’incapacità di terminare le frasi, dal fatto che si perde letteralmente il lessico e il paziente ha grandissime difficoltà a portare a termine una conversazione sensata, quindi a farsi capire. Spesso non capisce cosa gli viene detto. C’è una perdita generale del significato delle parole dovute al fatto che esse non sono più accessibili, come un archivio bruciato.

Con il tempo anche i calcoli semplici, elementari si perdono nel buio della mente. La vita diviene complicata quando oltre a perdere memoria di numeri e parole, di calcoli e associazioni grammaticali e narrative, quindi a disperdere la logica, si perde completamente il senso dell’utilizzo degli oggetti spesso impiegati in azioni ripetitive e abitudinarie. Per un uomo, ad esempio, radersi diventa complicato perché non si sa più come usare un rasoio, anche usare le posate diventa estremamente difficile. Si perde pure l’orientamento e il senso dello spazio.

Il fatto che l’Alzheimer colpisca la mente, la memoria fa da forte contrasto al fatto che per molto tempo il paziente non accusa disturbi motori, quindi si muove letteralmente senza coscienza. La rigidità, i tremori e le difficoltà di mettere in fila dei passi arrivano solo tardi. Qui allora la persona diventa incapace di muoversi e ha bisogno di una totale assistenza di personale specializzato. La morte tende ad arrivare nel giro di 10 anni per infezioni e soprattutto per il fatto che il sistema nervoso viene completamente compromesso, portando a un coma irreversibile.

(Visited 50 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *