La destra storica al governo

Nel gennaio del 1861 si tennero le prime elezioni politiche del nuovo regno unificato. la legge elettorale, mutuata da quella piemontese, limitava il diritto di voto ai soli cittadini abbienti che avessero compiuto almeno 25 anni e che sapessero leggere e scrivere. Il primo governo dell’Italia perciò fu espressione di una base elettorale elitaria, molto bassa, che rifletteva l’aristocrazia fondiaria, l’industria e i ceti molto ricchi della borghesia. Sui banchi del parlamento sedevano due schieramenti opposti: la destra dei liberali moderati e dei conservatori, provenienti in grande parte dal mondo della proprietà terriera e della finanza, e la sinistra storica che aveva tra le sue fila i mazziniani, i garibaldini, i democratici ed era espressione del mondo del commercio e della piccola industria. Entrambi questi schieramenti nella storiografia vengono definiti come storici, a sottolineare l’importanza della loro azione nei primi anni successivi all’Unificazione. Ma anche per distinguerli dai concetti novecenteschi di destra e sinistra.

bandierasabaudaCome già abbiamo scritto i problemi del nuovo stato unitario erano enormi e la destra storica al Governo se ne fece carico: mancava l’unificazione amministrativa e legislativa, c’era il problema dell’unificazione doganale, della creazione di un esercito nazionale, della creazione di infrastrutture in grado di collegare le città più importanti da nord a sud e la lotta contro l’analfabetismo, un grande male del neonato regno. Restava poi irrisolto il problema di Roma, ancora in mano al potere temporale del Papa, e il Veneto, ancora in mano agli Austriaci. Su tutti i territori annessi fu imposto lo Statuto Albertino promulgato nel 1848. A un ordinamento amministrativo decentrato, in cui figuravano le regioni, fu preferito per dei calcoli di utilità e per timore, un sistema fortemente accentrato, organizzato in 59 province rette da prefetti che controllavano l’operato dei comuni. Si procedette inoltre all’unificazione dei codici: civile, marittimo, penale e del commercio. Fu esteso anche il servizio militare obbligatorio ai nuovi territori.

A tutto il regno infine fu estesa anche al sud la famosa Legge Casati, che prevedeva almeno 4 anni di scuola elementare obbligatoria. Lo stato unitario aveva però forti problemi economici, soprattutto un deficit di bilancio difficilmente pareggiabile senza sostanziosi provvedimenti economici e finanziari. Per timore della bancarotta, la destra approvò provvedimenti di contenimento della spesa pubblica, aumentando peraltro il carico fiscale con l’introduzione della famigerata tassa sul macinato, avversata dai ceti popolari.

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