Jobs Act, sintesi e riassunto della legge voluta da Renzi

Uno degli interventi normativi più incisivi e discussi del governo Renzi è stata l’approvazione del Jobs Act. Come diversi siti specifici sul tema, eDotto in primis, spiegano chiaramente, questa legge ha impattato in modo fondamentale sulla disciplina del lavoro in Italia.

Il Jobs Act ha impattato, come abbiamo detto, in campi fondamentali della disciplina giuslavorista, vediamo quali sono i punti principali e gli aspetti più rilevanti della legge.

Cambia la disciplina dei contratti e dei licenziamenti

Il primo grande cambiamento del Jobs Act è stata la modifica della disciplina dei contratti e del licenziamento: infatti con questa legge, il contratto di lavoro a tempo indeterminato diventa la forma contrattuale privilegiata rispetto a quelli a tempo determinato. Viene introdotto un contratto nuovo, il c.d. contratto a tutele crescenti, per mezzo della quale la tutela reale (reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro) dopo il licenziamento diventa il caso eccezionale, mentre invece in caso di illegittimo licenziamento il lavoratore ha diritto ad un indennizzo economico calcolato sulla base dev’anzianità. Questa è stata una delle previsioni più contestate del Jobs Act per la possibilità di eliminare lavoratori senza doverli riassumere se non in casi particolari.

Le dimissioni del lavoratore, per evitare ‘licenziamenti’ travestiti da dimissioni, andranno fatte su appositi moduli che sono predisposti all’uopo dal Ministero.

Le aziende potranno potranno fornire ai dipendenti strumenti di lavoro come computer, tablet e cellulari ma i controlli dovranno sempre essere eseguiti nel rispetto della privacy.

 

Come cambiano i contratti

Il Jobs Act ha anche eliminato la disciplina del lavoro a progetto, a partire dal 2015. Questo strumento contrattuale veniva spesso usato per eludere assunzioni a tempo indeterminato.

Ci sono anche delle novità importanti per quanto riguarda le collaborazioni coordinate e continuative: a queste collaborazioni, se organizzate al datore di lavoro anche in riferimento al luogo ed ai tempi del lavoro, s’applica la stessa normativa del rapporto di lavoro subordinato.

Inoltre si conferisce una maggiore flessibilità alle mansioni del lavoratore che possono essere anche ‘portate’ a livello inferiore nei casi di ristrutturazione e riorganizzazione, senza modifica del trattamento economico.

Le misure per la disoccupazione

Il Jobs Act ha fatto entrare in vigore la nasci, la Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego. In sostanza chi perde il lavoro ed ha versato almeno 13 settimane di contributo negli ultimi quattro anni ha diritto al sussidio di 1300 euro al mese.

 

L’ANPAL e ispettorato

Fra le novità del Jobs Act anche la creazione dell’Agenzia Nazionale Politiche attive Lavoro. Si tratta di una rete nazionale di servizi che segue il lavoratore disoccupato allo scopo di aiutarlo nella ricollocazione sul posto di lavoro.

Viene creato anche l’Ispettorato Nazionale Lavoro il cui scopo è quello di semplificare l’attività di ispezione sul lavoro ed il personale (compreso anche il personale ispettivo Inps e Inail).

Maternità e congedo

Per quanto riguarda la maternità, la durata è di 5 mesi, il congedo parentale può essere usufruito dopo la maternità nei primi 12 anni di vita del bimbo per un periodo massimo di 10 mesi.

(Visited 55 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *