Il sogno di Cristoforo Colombo

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Figlio di un tessitore di lana genovese, Cristoforo Colombo non è un bambino qualunque. Curioso e sempre pieno di domande, il ragazzo è affascinato dalle mappe e dalle carte che commercianti e lupi di mare aprono in continuazione sui tavoli di casa sua. Quegli spazi vuoti sulle tele tracciate con incredibile minuzia gli solleticano la fantasia, facendo nascere in lui il bisogno di colmarli e di assaporare la gloria che ne riceverebbe.

Cristoforo Colombo: l’adolescenza e gli studi a Pavia

L’ignoto non lo spaventa, contrariamente a molte persone del suo tempo, anzi lo affascina. È nato in un’epoca di esplorazioni, di viaggi, di nuove scoperte. Suo padre lo sa, e investe buona parte dei suoi guadagni per mandarlo a studiare nella prestigiosa Università di Pavia. Lì il giovane Cristoforo studia grammatica, geografia, geometria, astronomia, navigazione e latino, ma pur impegnato negli studi il futuro navigatore continua a perdersi con la mente negli spazi vuoti delle mappe. Questa fame di conoscenza segnerà la sua vita e ne farà uno di quegli uomini che hanno lasciato il segno nella storia.

Nel 1470 Colombo ottiene un impiego come apprendista agente commerciale per tre influenti famiglie genovesi. Il suo notevole bagaglio culturale e la sua tenacia di fronte alle avversità ne fanno un abile uomo d’affari ed egli si ritrova ben presto a bordo di navi che solcano impavide i mari. Il suo lavoro lo porta in luoghi lontani, ai margini del mondo civilizzato: Lisbona, Bristol, Galway, Africa occidentale; anche alcuni insediamenti in Islanda diventano una sua meta usuale.

Profondamente pio e devoto, Colombo si costruisce tuttavia una reputazione piuttosto dubbia, basata su caparbietà e durezza. Uomo di chiesa sì, ma non eccelle in umanità di sentimenti. Ma in tutti quegli anni trascorsi nel commercio e negli affari in quelle lontane terre, il genovese non dimentica mai quelle mappe incomplete che tanto lo affascinavano da bambino. Il solo ostacolo che si frappone tra lui e quelle terre incantate è il denaro, i fondi necessari per sostenere i costi di una grande impresa. Lui ha idee, progetti, coraggio e tenacia. Quello che gli manca è un finanziatore, e di quelli molto facoltosi.

Da studente a commerciante con il sogno di esplorare nuovi mondi

Un ricco armatore genovese, un grande banchiere fiorentino non basterebbero: a lui serve di più, molto di più. In quei tempi di grandi fermenti e iniziative l’Europa intratteneva difficili ma lucrosi rapporti commerciali con l’Oriente. Le carovane dei mercanti europei erano riuscite a lungo a viaggiare per rotte sicure che conducevano in Cina, come quella nota come Via della Seta, ma con la caduta Costantinopoli nelle mani dei Turchi i lunghi viaggi erano diventati troppo pericolosi, soprattutto a causa dei numerosi e feroci briganti che assaltavano le carovane. L’Oriente era diventato quasi una chimera, anche per i viaggiatori più coraggiosi. Colombo ha un progetto grandioso: una nuova rotta per l’India attraverso la quale arrivare alle ricchezze dell’Asia. Sarebbe una rivoluzione per i commerci: attraversare il Mare Oceanico (il nome con cui nel XV e XVI secolo era conosciuto l’oceano Atlantico) in modo da raggiungere l’Oriente per una via più breve e più sicura. Cristoforo è convinto che la terra sia una sfera — al contrario di molti che pensano ancora che sia un disco – anche se non ha idea di quanto grande, e pensa che se si naviga quanto basta verso Occidente si dovrà arrivare per forza in Oriente. Si potrebbe coltivare un sogno più affascinante di questo?

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