I Tudor, quelli veri

La dinastia Tudor ha origini gallesi. Recentemente è stata rivisitata da una serie TV che unisce i soliti elementi di seduzione, lotte per il potere, intrighi, scene di battaglia e sentimenti molto forti. Ha governato l’Inghilterra per oltre un secolo, dal 1485 fino al 1603, costruendosi una reputazione degna di un film pulp. I Tudor discendevano da Tudor Hen, discendente del gallese Edynfed Vychan che aveva acquisito il titolo di siniscalco nel 1232. La casata cominciò ad affermarsi con Owen Tudor, cortigiano di Enrico V, che connesse con Caterina di Francia dopo la morte del marito e dalla quale ebbe tre figli: Edmund, Jaspers e Owen. Tuttavia la loro unione fu combattuta dal duca di Gloucester che rinchiuse Caterina nell’abbazia di Bermondsey e gettò in prigione Owen. Fuggito, si schierò con i sostenitori di Enrico VI contro la casa di York nella guerra delle Due Rose. Fatto prigioniero in battaglia, venne poi decapitato.

tudorDal matrimonio di Edmund con Margherita di Beaufort, erede della casa di Lancaster, in lotta con la casa di York (ricorda un po’ Lannister contro Stark de Il Trono di Spade) nacque Enrico, conte di Richmond. Enrico reclamo il trono come unico discendente della casa di Lancaster e di Enrico VI e venne incoronato dopo la battaglia di Bosworth con il nome di Enrico VII: Dal suo matrimonio con Elisabetta, figlia di Edoardo IV; ebbe quattro figli: Margherita che sposò il Re di Scozia Giacomo IV e in seconde nozze con il conte Douglas ebbe la figlia Margherita che sposò uno Stuart, il conte di Lennix, dal quale ebbe Enrico Darnely, che diventa il marito della regina Maria Stuart; poi Arturo, principe di Galles, che sposò Caterina di Aragona e morì giovane senza eredi; Enrico VIII, suo successore al trono e infine Maria, andata in sposa a Luigi XII di Francia. A Enrico VIII succedette re Edoardo VI, ch escluse le sue due sorelle e designò la cugina Giovanna Grey come erede al trono. Alla sua morte tuttavia la figlia Maria I, detta Bloody Mary, si sbarazzò della rivale e regnò dal 1553 al 1558, tentando di ristabilire il primato della chiesa romana, contro la riforma anglicana imposta da Enrico VIII. Non avendo avuto figli dal matrimonio con Filippo II di Spagna, lasciò il trono di Inghilterra alla sorella minore Elisabetta I, che morì senza figli per il rifiuto di sposarsi. Ella dovette affrontare Filippo nella sfida da lui lanciatale con l’Invicibile Armada. Non avendo eredi fu Giacomo VI re di Scozia a ereditare il trono, portando la casata degli Stuart sul trono come Giacomo I.

Sotto la dominazione dei Tudor l’Inghilterra conobbe uno sviluppo fatto di crescita economica e demografica e di intensificazione dei rapporti commerciali e diplomatici internazionali. Tuttavia proprio in questo periodo scoppiarono le contraddizioni insite nella natura feudale della società, sulla quale si poggiava la monarchia, e lo sviluppo delle nuove forze economiche, come quelle mercantili e agrarie, trasformò l’Inghilterra in una polveriera sociale che esplose immediatamente dopo la fine della dinastia, con la rivoluzione inglese. Uno dei più gravi problemi a cui tutti i regnanti Tudor non seppero porre rimedio fu l’inflazione e la conseguente speculazione, che si innescava in seguito alle massicce importazioni di oro e altri metalli preziosi dal Nuovo Mondo. I rapporti tra la monarchia e il Parlamento furono sempre tesi e rappresentarono un problema irrisolvibile, che doveva sfociare nella rivoluzione in pieno ‘600.

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