I musei d’arte contemporanea

momanyTra i luoghi dove si conserva la memoria ci sono i musei d’arte contemporanea che, con criteri non solo legati alla sacralizzazione di valori e movimenti artistici contemporanei, storicizzati, diventano dei centri propulsivi delle nuove tendenze artistiche, in misura sempre più attiva, con mostre estemporanee e collezioni che non solo diventano un centro di attrazione per gli esperti del settore, ma che definiscono secondo una logica commerciale, lo stato del mercato del settore. Il primo a sviluppare questa tendenza attiva in modo più coerente e importante è stato il MOMA di New York, che ha fatto da modello ai suoi simili, grazie all’impegno di direttori particolarmente aperti e coraggiosi. Sulla scia del MOMA, fondato da gruppi privati nel lontano 1929, nascono le gallerie più famose come il Guggenheim sempre a New York, lo Setdeljik di Amsterdam, l’Istituto di Arte Contemporanea a Londra, il Museo d’Arte Moderna della città di Parigi. In particolare, a partire dagli anni Sessanta, la nascita e la crescita di nuovi musei d’arte contemporanea negli Stati Uniti e in Europa, dà vita a una rete di istituzioni pubbliche di fondamentale importanza per il sistema dell’arte contemporanea, anche per quel che riguarda le vaste collezioni private e le gallerie, che si allargano in maniera eccezionale, generando un mercato milionario. La funzione dei musei d’arte contemporanea così diventa sempre più dinamica ed essenziale anche allo sviluppo del mercato artistico, sia attraverso la politica degli acquisti per la costituzione di collezioni permanenti, sia attraverso l’organizzazione di esposizioni temporanee, della durata di qualche settimana o al massimo qualche mese. L’interconnessione fra l’attività delle gallerie più importanti a livello internazionale, che formano per così dire una sorte di ecosistema di mercato collegato e vitale, e i musei d’arte contemporanea è diventata attualmente molto organica, non senza rischi di eccessivo condizionamento commerciale (opere di Jeff Koons che diventano dei casi “da manuale” dell’esplosione dei prezzi).

In Italia, fino agli anni sessanta, i due unici musei d’arte contemporaneo, che svolgevano una vera attività espositiva attenta al mercato e alle nuove tendenze, erano la Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma e la Galleria Civica di Torino. Negli ultimi decenni sono sorti nuovi musei ovunque, come il meritorio MAN di Nuoro, in Sardegna, che porta collezioni moderne, anche fotografiche, di importanti artisti americani, europei ed asiatici. In ogni caso, in Italia, è ancora la Biennale di Venezia, fondata nel 1895, la manifestazione espositiva più importante e prestigiosa, dove vengono presentate al grande pubblico le principali sperimentazioni del settore. In Italia un altro capitolo a parte merita il ruolo svolto dalle fondazioni private e dalle gallerie, che spesso si muovono in un terreno tutto loro, patrocinando eventi con delle multi-sponsorizzazioni, che spesso affiancano gli assessorati e le soprintendenze, non senza meriti per il ritorno d’immagine portato verso giovani artisti a caccia di spazi dove esibire le loro opere.

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