I cameraman di guerra

Per molto tempo gli uomini non hanno mai visto cos’era una battaglia. Ricevevano i resoconti dai generali, dai soldati, dagli ufficiali. Memorie che poi confluivano direttamente nei trattati degli storici. Ma le guerre sono sempre state un momento di racconto particolare, sul quale gli storici si sono formati. Pensiamo a Erodoto con le guerre persiane o Tucidide con l’Anabasi o ancora a Polibio o Giulio Cesare, che scrisse i suoi resoconti delle campagne galliche come un resoconto per gli storici. La gente comune però non era testimone delle atrocità che si commettevano in un campo di battaglia.

Quelli che assistevano alla battaglia, ma non combattevano, come le unità di supporto logistico e medico, vedevano la guerra ma ne erano coinvolti. Chi si trovava invece nella zona del campo di battaglia, in genere fuggiva. La guerra viveva nel racconto dei sopravvissuti, spesso con vistosi segni della loro partecipazione sul corpo, anche attraverso romanzi, libri, poesie e infine fino alla prima guerra mondiale in film rievocativi. Si era testimoni della guerra, quando essa veniva in casa: quando un esercito in marcia piombava nei villaggi per approvvigionarsi, fare razzia di beni, invadere i campi e gli orti. IN questo caso ne veniva travolta senza alcuna possibilità di fuga, spesso gli eserciti occupanti si lasciavano andare a violenze di ogni sorta, ma c’era un danno arrecato anche dal proprio esercito, che requisiva tutto.

Poi col nuovo secolo, prima con la fotografia e poi con la cinepresa, la guerra è stata portata in casa. Il cinema soprattutto ha creato delle immagini che sono vere e proprie macchine del tempo, che ci riportano al momento originale in cui i soldati si affrontano. Fino al secondo conflitto mondiale una guerra combattuto in diretta non era quasi mai accaduta. Avevamo sporadiche immagini registrate dei combattimenti nelle trincee, ma non avevano la qualità mostrata ad esempio nelle riprese dello sbarco in Normandia.

La vera svolta si è avuta nella Seconda Guerra Mondiale, quando i film militari, oltre a diventare uno strumento potente di propaganda per entrambi i fronti, diventano anche un modo per raccontare il conflitto. I cameraman americani, inglesi, francesi e sull’altro fronte quelli tedeschi, seguono passo passo ogni fase dell’avanzamento delle truppe, registrando movimenti e ritirate, offensive e contrattacchi. I combat cameraman sono coraggiosi, stanno con le truppe, lavorano quotidianamente con esse fornendo un materiale prezioso per gli storici. Essi inoltre assolvevano a più compiti nello stesso momento: erano anche soldati, giornalisti, storici, artisti. In vari fronti spiccano registi di nome o che diventeranno molto famosi negli anni come Frank Capra, John Ford, John Huston, Alfred Hitchcock e William Wylder. Grazie al loro impegno, grazie ai cameraman intrepidi e coraggiosi, oggi possiamo vedere dai filmati cosa è stata veramente la seconda guerra mondiale.

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