Guerre: cosa insegna il passato

Per conoscere la storia militare e capire se ci sono possibilità di una nuova guerra, spesso non basta limitarsi ai tradizionali saggi storici. Ma occorre capire come funziona l’arte bellica, come le nazioni arrivano a dichiararsi guerra. Si dice che la storia è maestra. E non possiamo non citare, allora, storici esperti come il prof. Barbero oppure il teorico di arte militare e storico inglese Basil Henry Liddell Hart.

Di questo ultimo ho letto diverse opere che vanno a recupera la memoria delle guerre passate. Soprattutto un saggio dedicato ai generali tedeschi (Storia di una sconfitta) e l’imponente “Storia Militare della Seconda Guerra Mondiale”.

Liddell Hart è conosciuto in particolare modo per essere stato un teorico della guerra corazzata, insieme a De Gaulle, Fuller e Guderian. L’uso combinato di divisioni corazzate estremamente mobili in grado di penetrare in profondità nel fronte nemico, per aprire un cuneo dal quale far partire delle manovre di aggiramento (come il famoso colpo di falce tedesco nel 1940, in Francia). Liddell Hart però non si è limitato solo a enunciare i principi della guerra corazzata e a spiegarla con dovizia di particolari al grande pubblico e agli specialisti. Durante la guerra fredda, quando ormai era considerato un’autorità nel campo, tanto da venir insignito del titolo di baronetto, Liddell Hart ha affrontato i temi generali della guerra e della politica estera. La sua indagine acuta lo ha portato ad analizzare i rischi di una guerra atomica tra i due blocchi contrapposti, teorizzando il fatto che la guerra nucleare non avrebbe tolto peso alla guerra convenzionale. E, infatti, nonostante l’equilibrio nucleare oggi esistente tra vari paesi, segnatamente tra USA e RUSSIA, esistono e si combattono guerre convenzionali anche dure, come l’ultima in Siria.

Per il teorico la guerra nucleare è arrivata a un punto di tale equilibrio di forze che essa non è più conveniente, perché lo scontro sarebbe a somma zero. La promessa di un conflitto porterebbe solo a un lancio reciproco di testate atomiche con il risultato di una mutua distruzione, che non porta da nessuna parte. La simulazione di questa teoria è ben rappresentata nell’eccezionale film War Games dei primi anni ’80, primo film sugli hacker che coglie bene l’atmosfera di quegli anni.

Liddell Hart però teorizzò anche che l’avvento dell’arma nucleare in massa, prodotta come se fosse un’arma convenzionale, non avrebbe eliminato lo strumento della guerra, proprio perché le nazioni avrebbero trovato il modo di affrontarsi in un altro modo. Usando il nucleare come deterrente, ma non lesinando colpi di guerra tradizionale. E così è avvenuto. Dedicandosi ai suoi studi Liddell Hart invitò il suo paese, la Gran Bretagna, a studiare forme di resistenza passiva, civile, molto avanzate, in grado di prevenire gli attacchi. Una lettura che ancora oggi vi consigliamo.

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