Come funziona la NATO

Oggi 20 gennaio Donald Trump viene investito ufficialmente della carica di 45° presidente degli Stati Uniti d’America. Il ricco immobiliarista, che sta ancora facendo fronte alle tante polemiche seguite alla sua elezione, in tutte le sue dichiarazioni pre-insediamento, ha sminuito il ruolo della NATO giudicandola “obsoleta”, “non combatte il terrorismo” e “non sufficientemente finanziata dagli altri paesi”. In effetti la NATO sembra un rottame vecchio del dopoguerra, nato in funzione anti-sovietica, è resistita al crollo del Comunismo, assumendo un ruolo di mano armata degli USA e dell’Occidente, anche su mandato ONU.

La Nato è un’organizzazione militare transnazionale che unisce principalmente gli stati europei dell’occidente con gli americani e il Canada. A questi si sono uniti i paesi usciti dalla sfera di influenza sovietica, che hanno deciso di affidarsi agli Stati Uniti per l’incolumità dei propri confini, spesso minacciati dai Russi. L’allagamento della NATO segue in qualche modo il percorso già fatto dall’Unione Europea, raggiungendo i paesi baltici e quelli appartenenti all’ex blocco di Mosca.

Il principio fondamentale della Nato è quello della difesa collettiva. Il dispositivo si mette in moto quando un paese viene aggredito. Se per esempio l’Italia viene militarmente attaccata da un paese NON-NATO allora tutti i paesi appartenenti all’Alleanza, sono chiamati a rispondere e andare in suo aiuto. La spesa militare richiesta per i membri dell’Alleanza è pari al 2% del PIL, ma in realtà nessun paese, tranne gli Stati Uniti, raggiunge questa cifra. Tanto che Donald Trump parte da questo dato per “mettere in crisi” l’alleanza e indebolire uno dei caposaldi del rapporto atlantico.

La Nato ha delle forze proprio di interposizione di combattimento e di difesa in profondità, sempre pronte all’uso, alle quali si è affiancata una forza di reazione rapida, che è stata schierata in Polonia e nei paesi Baltici, dietro precisa richiesta dopo le azioni dei Russi ai confini con l’Ucraina e l’annessione della Crimea. La Nato tecnicamente non dispone di proprie forze oltre quelle di reazione rapida, ma alcuni reparti delle forze armate di ogni paese sono “riservati alla Nato”, che di fatto è un dispositivo militare che entra in funzione per ogni necessità destinando quanto serve. Nella Nato sono presenti oltre agli USA, la prima potenza militare e tecnologica del mondo, anche paesi avanzati come Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia.

La Nato è impegnata da anni come forza di interposizione, di peacekeeping, ma anche di veri e propri interventi armati. Il più importante negli ultimi anni è stato sicuramente l’intervento militare in Libia del 2011. Un’operazione congiunta per aiutare i ribelli libici ed eliminare il governo di Gheddafi. Altre operazioni storiche sono state l’Operazione Allied Force con la quale la Nato ha condotto i bombardamenti sulla Serbia, cui ha preso parte anche l’Italia con mezzi propri e fornendo la fondamentale base NATO di Aviano. Scopo: liberare il Kosovo dalla Serbia. Le forze dell’Alleanza agiscono anche in contrasto alla pirateria marittima e al traffico di esseri umani.

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