Evoluzione dell’arredamento e della sua vendita

L’arredamento di casa non è mai stato uniforme e funzionale, perché ha sempre dovuto soggiacere tanto ai bisogni, quanto al surplus di denaro disponibile per elevare il proprio status sociale. Come ogni forma di rappresentazione della nostra individualità, l’arredamento è stato spesso soggetto alle mode, nonostante non ci siano state grandi innovazioni dal punto di vista dell’inventiva. Per intenderci, un comò era un comò tanto nel 1970 quanto nel 1870, durante la breccia di Porta Pia. Cambiano gli stili è vero e con ciò tutto quello che ruota intorno. La dimensione dello spazio ne esce rivoluzionata, di tanto in tanto escono mode che razionalizzano, altre che espandono, ma la funzionalità dell’arredamento è sempre quella. Ovviamente la grande svolta c’è stata sia nella produzione in serie, sia nell’inserimento – in cucina e nel living room – degli elettrodomestici e dei sistemi di intrattenimento, che sono diventati parte integrante ed effettiva, influenzando tutto il resto.

La vendita di arredamento e le mode

La produzione industriale, già nel secolo 1800, aveva comunque imposto una rivisitazione del gusto, che secondo i più critici stava inesorabilmente degradando per l’abbandono delle produzioni uniche artigianali. Non è detto che però ciò abbia comportato una rinuncia effettiva alla qualità. Molte delle produzioni passate, fondamentalmente combinavano legno, sicuramente di grande qualità e ferro battuto, donando compattezza e vigore a ogni pezzo, sia della zona arredo giorno che della zona arredo notte. Ma al tempo i pezzi venivano fabbricati dal fabbro e dal carpentiere del posto e montati in loco, le distanze da percorrere non erano tante e la mancanza della produzione in serie non pregiudicava in alcun modo il costo di trasporto e di installazione. Il caso Ikea (http://www.ikea.com/it/it/) oggi è proprio antitetico a questo modo di pensare. Con un sistema come Ikea si compra il pezzo e lo si porta via, montandolo a casa con le proprie istruzioni e caricandolo sul mezzo. A meno che una persona non affitti un furgone, risulta chiaro che l’arredamento proposto da Ikea rivisita il concetto di arredamento in stile, per un sistema di abbinamento nel quale viene privilegiato soprattutto il modo di acquistare (tagliando i costi di trasporto e montaggio, si ottiene uno sconto invidiabile, per pezzi di arredamento tutto sommato buoni).

La produzione in serie ovviamente è perfetta per essere venduta online, attraverso e-commerce che massimizzano il profitto cercando di imitare un modello Ikea e quindi proponendo sovente dell’arredamento di qualità (vedi per esempio: livitalia design) italiano, che cerca di contraddistinguersi per un mix di design di alta qualità, lavorazione eccellenze e di tipo “quasi artigianale” e riproposizione in stile o lancio di moda. In questo caso, tutto il settore dell’arredamento nazionale può dirsi di assoluto valore, perché molto ricercato all’estero grazie alla nome del marchio “made in Italy”. Il made in Italy è conosciuto per le 4 grandi A: abbigliamento, automobili, alimenti e arredamento appunto.

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