Differenza tra destra e sinistra nella politica italiana

Norberto Bobbio, illustre filosofo della politica, pubblicando “Destra e Sinistra” nel 1994, alla vigilia di elezioni politiche epocali, conobbe una fortunata stagione di autore bestseller. Secondo i critici il successo del libretto di Bobbio era dovuto al fatto che, finendo le ideologie, gli italiani volevano sapere cosa votare.

Prima di parlare della differenza e delle analogie tra destra e sinistra in Italia, dobbiamo definire la destra e la sinistra. Perché l’Italia è un paese particolare e la sinistra e la destra sono state accomunate da vicende storiche particolari, che ne hanno determinato la forma e forse la fine.

Per comodità non parleremo della distinzione tra sinistra storica e destra storica, perché non appartenendo all’era delle ideologie (il ‘900) non possono essere facilmente ricondotte ai concetti che oggi abbiamo di destra.

Cosa vuol dire essere di destra in Italia

In Italia la destra è stata inevitabilmente influenzata e dominata dal fascismo come regime e dal post-fascismo come ideologia. Il Fascismo però ha trovato, alle sue origini, un naturale alleato (tanto da poter essere considerato un erede-catalizzatore) nel Nazionalismo.

Oggi essere di destra in Italia significa in teoria essere un seguace del post-fascismo, ma la destra spesso si connota anche attraverso la locuzione “non sono di sinistra”. E spesso chi dice di non essere né di destra, né di sinistra è di destra estrema ma ha delle ritrosie a confessarlo, dal momento che si lega alla matrice fascista responsabile di una funesta dittatura.

Cosa significa essere di destra in Italia?

  1. Anzitutto essere contrari all’egalitarismo, tipico della Sinistra
  2. Sono preponderanti i valori conservatori e il mantenimento dello status quo. Là dove la Sinistra è principalmente conflitto e antitesi, non accettazione dei valori e delle diseguaglianze che si formano nella società, a causa delle diversità sociali e individuali.
  3. In Italia essere di destra implica anche il desiderio di avere una forte entità statale, che accentri i poteri di polizia, sicurezza, difesa, tassazione. Al contrario del federalismo, le persone di destra preferiscono avere uno stato centrale forte, riconoscibile, che usi la mano forte quando serve.
  4. La mano forte del governo si sostanzia nelle politiche di sicurezza: pene severe, diritto all’autodifesa, controllo del territorio.
  5. L’immigrazione rientra in questo campo della sicurezza: combattere l’immigrazione non solo quella clandestina, ma in generale tutto il fenomeno, limitando gli accessi.
  6. Supremazia della nazione e dell’elemento nazionale, che può sfociare anche in forme più o meno velate di razzismo.
  7. Dal momento che però in Italia essere di destra significa essere post-fascista l’individualismo si confonde con delle venature “sociali”: assistenzialismo, politica estera a favore della Palestina anziché di Israele, mano pubblica in alcuni settori dell’economia.
  8. La destra sociale in particolare rifiuta le istanze liberali, l’anarco-capitalismo e si pone come una continuazione storica dei programmi politici della repubblica sociale italiana (RSI) erede del fascismo, da cui deriva il Movimento Sociale Italiano. In questo senso l’avversione all’egalitarismo è molto più sfumata.
  9. Dal punto di vista della laicità dello stato, la destra sociale riconosce alla famiglia tradizionale il compito di accogliere l’individuo. La spiritualità è un connotato abbastanza presente e la religione cattolica, pur non considerata un aspetto fondante, è considerata importante in quanto diretta emanazione dei valori cristiani che informano l’Europa.
  10. Questi valori cristiani vengono richiamati per giustificare le politiche di esclusione degli immigrati. L’Europa ha radici cristiane oltre a quelle tipicamente dei valori occidentali per cui ogni commistione religiosa rischia di intaccare queste radici.
  11. In Italia una parte della destra, più assimilabile al centro-destra, si professa liberista in economia, seguendo le ricette economiche di Reagan e della Thatcher. Nonostante ciò le liberalizzazioni in Italia sono state fatte dal centrosinistra, che si ispirava a una terza via identificata con leader come Blair e Clinton (molto più liberista della tradizionale piattaforma democratica o labour). Con Berlusconi al governo la spesa pubblica è aumentata anziché scendere, in contraddizione con i dettami del neoliberismo.
  12. In Italia viene definita destra estrema la galassia di partiti e movimenti che non siedono in parlamento, ma che partecipano alle tornate elettorali, che più o meno velatamente si riferiscono all’ideologia fascista o post-fascista. La differenza tra questi e gli elettori di partiti di centrodestra tradizionale si è fatta meno sfumata a causa delle emergenze del nostro tempo: immigrazione e crisi economica. In sostanza i partiti tradizionali sono diventati più populisti e parlano più alla pancia degli elettori, compresi quelli di sinistra.
  13. I partiti che parlano alla pancia degli elettori spesso ne istigano e sollecitano le paure, puntando su queste per ottenere consenso. La paura dell’altro e del diverso è innata nell’uomo e viene accentuata da proclami che spesso non corrispondono alla realtà. Per esempio, a causa della propaganda politica e della cattiva informazione, gli italiani sono propensi a credere che ci siano più immigrati e musulmani di quanto dicano i numeri.
  14. Il populismo di destra si contraddistingue nell’indicare negli altri il problema. Ad esempio: non c’è lavoro? Colpa degli immigrati. L’economia è in crisi? Colpa della politica. Il vicino è ricco e guadagna? Probabilmente ruba. Questo modo di appellarsi alle responsabilità altrui è in contraddizione con l’individualismo che dovrebbe essere alla radice del pensiero liberista: mi costruisco la fortuna da solo e il mio destino dipende dalle mie capacità, non da quelle degli altri.
  15. Chi è di destra in genere parla di “stirpe italica” e di concetti come “nazione” facendo riferimento al nazionalismo, un’ideologia tipicamente europea, sorta alla fine del secolo XIX e che è alla base delle devastanti guerre del ‘900.
  16. Gli elettori di destra più estrema sono filo-Putin, quelli della destra tradizionale e repubblicana sono più filo-atlantici, ma non disdegnano le aperture di Trump. I più puri sono scontenti di Trump e considerano la Russia un paese minaccioso. In genere amano l’uomo forte.

    destra in italia
    Salvini, Meloni e Berlusconi (Ansa)

Cosa significa essere di sinistra in Italia?

  1. Essere di sinistra in Italia ha significato per molto tempo far parte del partito comunista italiano (PCI), il più grande partito comunista dell’Occidente oppure un sostenitore del Partito Socialista Italiano, almeno fino all’avvento di Craxi che anticipa alcune tendenze modernizzatrici poi concretizzatesi con Mitterrand, Blair e Clinton.
  2. La Sinistra storicamente in Italia è sempre stata frazionata e divisa, a partire dalla divisione fondamentale del 1921 con il Congresso di Livorno che fonda il PCI. All’inizio il partito principale era quello socialista, operaio, poi nel secondo dopoguerra, grazie anche alla forte influenza rappresentata dall’URSS, la guida della sinistra fu presa dal PCI che ottenne un consenso paragonabile a quello della DC (dagli anni Settanta in poi).
  3. Essere di sinistra in Italia quindi significa essere oggi post-comunisti, socialisti, di ispirazione democratica, socialisti liberali e in generale antifascisti.
  4. Chi è di sinistra è a favore dell’equità anziché della mera uguaglianza. Con l’equità ci si ripropone di ridistribuire la ricchezza prodotta con politiche di sostegno alle fasce più deboli.
  5. Storicamente la sinistra ha rappresentato gli operai e ha trovato una naturale sponda nel mondo sindacale.
  6. Oggi con le trasformazioni del mondo del lavoro, la base operaia tende a “tradire” i partiti storici della sinistra, non identificandosi più in essa. La sinistra ha di fatto perso il blocco sociale che la rappresentava ed è votata in massa dal ceto medio.
  7. Lo zoccolo duro della sinistra è stato per decenni il ceto operaio, seguito dai dipendenti pubblici in settori come quello della scuola o delle partecipazioni statali. Non si può dire che oggi sia altrettanto.
  8. Motivo per cui la sinistra ha perso appeal presso queste classi sociali è dovuto sia alle trasformazioni del mondo del lavoro, che ormai privilegia i servizi e il terziario, sia al fatto che i nuovi leader non sono nati in seno al Partito Comunista. I tre leader attuali del PD Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Dario Franceschini sono tutti cattolici e vengono dall’esperienza della Democrazia Cristiana e della Margherita. Non dei DS.
  9. La sinistra italiana non è più operaia, ma molto simile alla sinistra americana, quella definita liberal di ispirazione clintoniana che guarda all’innovazione come fonte di nuovo lavoro, a scapito dei lavoratori stessi. Amici delle banche si dice, con una espressione non corretta. Più che altro strizza l’occhio alle grandi multinazionali hi-tech anziché ai lavoratori.
  10. Chi vota a sinistra in politica estera è spesso insensibile al fascino rappresentato dagli Stati Uniti d’America però ormai gran parte dell’elettorato di centro che vota PD è atlantista e non ostile a Israele.
  11. I più giovani però seguono sempre la causa palestinese e tutti quelli che in qualche modo sono riconducibili ai partiti a sinistra del PD sono a favore di una soluzione che ponga fine a quella che viene vista come un’occupazione di Israele.
  12. Per la sinistra il mercato dev’essere più regolato evitando che si formino sacche nelle quali vinca l’ingiustizia sociale. Tasse alte per i ceti più elevati, sussidi a favore dei meno abbienti, aiuti di stato e interventi in alcuni settori strategici.
  13. Gli elettori di sinistra non amano l’uomo forte, ma prediligono un governo assembleare. Le divisioni dipendono spesso dall’avvento o dall’affermazione di figure carismatiche e predominanti.
Renzi e Gentiloni (ANSA)

Differenze tra destra e sinistra: riassunto

Economia e finanza pubblica

  • In economia la sinistra, come detto, imporrebbe tasse più alte ai ceti più abbienti: il governo deve spendere in sussidi e programmi sociali, infrastrutture e settori strategici dell’economia, sollecitando la spesa pubblica per rilanciare l’occupazione. Chiede inoltre una forte regolamentazione del mercato.
  • Per la destra liberista servono tasse più basse anche per i più ricchi perché così possono assumere e dare lavoro, ridurre il budget di spesa del governo in relazione alla spesa pubblica, diminuendo anche i controlli e le regole (deregulation). La destra italiana al contrario ha aumentato la spesa pubblica e non ha mai veramente ridotto le tasse, come aveva promesso.

Sanità e salute

  • Chi è di sinistra vuole che la sanità sia a spese dello stato a partire dalle prestazioni minime aumentando lo spettro di applicazione del welfare.
  • Quelli di destra sono a favore anche della sanità privata, incentivando la costruzione di cliniche e ospedali e regolamentando il settore in favore di un bilanciamento.
  • Nessun schieramento ha mai messo in dubbio la validità del nostro SSN (Sistema sanitario nazionale).

Immigrazione

  • Per la sinistra l’immigrazione clandestina è un fenomeno da controllare, ma senza spargimenti di sangue e comportamenti disumani. Bisogna distinguere tra chi fugge per motivi umanitari e chi arriva per delinquere.
  • Per la destra non ci dovrebbe essere distinzione, eccetto per i richiedenti asilo politico. L’immigrazione va fermata e se ne parla in termini di Invasione, anziché regolamentata.

Scuola

  • La sinistra è a favore della scuola pubblica. La destra appoggia anche le scuole private, soprattutto quelle di matrice cattolica.

Aborto e diritti civili

  • La sinistra è a favore dell’aborto. La destra è tendenzialmente contraria, ma non ci sono stati interventi normativi a favore della cancellazione della legge 194.
  • La sinistra è a favore del testamento biologico, i più liberali a favore dell’eutanasia come gli esponenti del partito radicale, una costola della galassia della sinistra italiana. È a favore anche del matrimonio tra esponenti dello stesso sesso e alla parificazione-regolamentazione delle unioni civili. La destra ha votato contro ed è contraria tanto all’eutanasia quanto al riconoscimento delle unioni tra esponenti dello stesso sesso.
  • La sinistra è a favore della depenalizzazione del consumo delle droghe leggere, la destra è contraria.
  • Sull’apertura delle case chiuse l’area contraria è trasversale.
  • I giornali e i media di riferimento degli elettori di sinistra sono Repubblica, Il Manifesto, L’Espresso, il Post. Gli elettori di destra preferiscono il Giornale, il Corriere della Sera, il Tempo e Libero.

 

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One Reply to “Differenza tra destra e sinistra nella politica italiana”

  1. “Per la sinistra l’immigrazione clandestina è un fenomeno da controllare, ma senza spargimenti di sangue e comportamenti disumani. Bisogna distinguere tra chi fugge per motivi umanitari e chi arriva per delinquere.”
    Non mi pare proprio che sia cosi’, tanto è vero che si fa ricorso ad un unico termine per designare i migranti: “disperati”. Da accogliere a braccia aperte tutti, senza inutili distinzioni.

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