Dentro un cotonificio

Come funziona un cotonificio?

Scopriamo come funzionava una delle pietre miliari della Rivoluzione industriale e come i cotonifici abbiano effettivamente cambiato il mondo.

Come funziona un cotonificio?

Come funzionava un cotonificio?

Nel XIX secolo, la produzione di cotone costituiva una delle attività più proficue al mondo. La società occidentale si era da tempo strutturata in un sistema a due livelli, con l’aristocrazia che controllava circa il go% della ricchezza di una nazione e il resto costituito dai poveri. La Rivoluzione Industriale fece nascere una nuova classe media mercantile che divenne in breve una potenza finanziaria di tutto rispetto. Con l’ascesa della classe media si verificò un aumento della richiesta di tessuti di qualità. Tuttavia, anche se il bisogno di cotone cresceva, l’industria cotoniera era ancora limitata a un numero ristretto di stabilimenti, con manovali incapaci di tenere il ritmo della domanda. Per fortuna la nascita di macchinari come il filatoio automatico e i fusi rotanti permisero una lavorazione, filatura e tessitura del cotone a un livello tale non solo da poter soddisfare la domanda, ma addirittura da rendere obsoleti i vecchi stabilimenti. Nacquero così i cotonifici.

Si trattava di aziende che incorporavano i resti dei vecchi stabilimenti, oltre a quelli di centinaia o migliaia di altre fabbriche, ai cui lavoratori non era più richiesta una spiccata abilità in capacità antiquate come cucire, ma a cui ora veniva solo chiesto di far funzionare le macchine che avrebbero lavorato al loro posto. Le condizioni in cui si trovavano i lavoratori erano pericolose e gli operai di tutte le età, bambini compresi, spesso erano esposti a macchinari capaci di menomare o messi in ambienti polverosi o dalla temperatura elevata, elementi che portavano spesso a malattie mortali. I lavoratori perdevano spesso dita o addirittura arti a causa dei macchinari che dovevano far funzionare. Nonostante le terribili condizioni, il grande numero di posti di lavoro disponibili – per gli uomini e per le donne a cui veniva garantita così una certa indipendenza economica dai primi – attirò in massa la classe dei lavoratori. Non era insolito vedere persone attraversare una nazione per poter raggiungere centri di produzione del cotone. Molti proprietari di cotonifici arrivavano a offrire pacchetti di condizioni che i lavoratori, prima di allora, non potevano nemmeno sognare, come alloggi gratuiti e un’istruzione rudimentale per i figli. Verso la fine della Rivoluzione Industriale, l’industria del cotone conobbe il proprio declino. All’inizio del XX secolo, i fili e i tessuti di cotone venivano realizzati in tutto il mondo e il cuore della produzione prese a spostarsi in Asia. Tutto ciò significò che verso il 1950 l’era dei cotonifici era tramontata e gli edifici una volta rumorosi e frenetici divennero ruderi silenziosi.

Lavorare con il cotone

Ma come funzionavano i macchinari e quali erano i ruoli chiave all’interno di un cotonificio?

Balle di fibra. Dopo che la filaccia di cotone è stata stirata e pulita, viene inserita in un filatoio rotante e ammassata in balle.

Fusi. I molti fusi del filatoio raccolgono le fibre in modo automatico, fino a quando non saranno perfettamente formate.

Carrelli. I fusi appoggiano su una serie di carrelli in modo che si possano muovere fluidamente mentre avvolgono le fibre in matasse che possono essere poi intessute.

Posizionatori. Una coppia di bambini, chiamati ‘posizionatori’ lavora scalza e si occupa di lavori pericolosi, come quello di raccogliere le filacce sfuggite.

Telaio a motore. Una volta che il tessuto è stato trasformato in filacce può essere tessuto in diversi modi tramite telai a motore.

Uffici del cotonificio. Il cotonificio era comunque un’azienda e richiedeva molti uffici diversi per gestire la sua amministrazione. Questi si trovavano lontani dalla pavimentazione dello stabile. Ai cosiddetti ‘piani alti’.

Scuola dello stabilimento. Poichè molti proprietari offrivano una sorta d’istruzione ai figli dei loro dipendenti, era comune trovare una scuola nel terreno dello stabilimento o addirittura al suo interno. I bambini facevano lezione per poche ore al giorno.

Macchine per cardare. Una delle prime fasi della lavorazione nel cotonificio prevedeva il passaggio delle fibre in una macchina per la cardatura. Queste venivano pulite, stirate e unite alle fibre crude di cotone in un filo d’argento che passava poi al filatoio.

Filatoi rotanti. I macchinari più importanti di ogni cotonificio erano i filatoi rotanti che prendevano le fibre e le filavano ad alta velocità trasformandole in fili tessili.

Magazzini. Con l’avvento dei filatoi e dei telai a motore, i tessuti potevano essere prodotti a ritmo serratissimo. Di conseguenza, un cotonificio aveva bisogno di molto spazio per immagazzinare i prodotti prima di distribuirli.

Ruota ad acqua. La potenza dell’acqua costituiva l’unica fonte di energia capace di far funzionare le macchine del cotonificio a oltranza.

Sala macchine. L’energia catturata dalla ruota ad acqua veniva poi trasferita alle macchine tramite ingranaggi e pulegge alloggiate in questi ambienti.

Le cuciture nel tempo

Vi proponiamo una veloce cronologia per seguire lo sviluppo del cotone nel corso della storia.

  • 5000 a.C. I baccelli e i frammenti di cotone lavorato sono stati trovati all’interno di grotte in Messico.
  • 3000 a.C. La cultura Harrapan nel territorio del moderno Pakistan coltivava, filava e tesseva cotone nel corso dell’Età del Bronzo.
  • 800 a.C. I mercanti arabi cominciarono a importare in Europa grandi quantità di cotone orientale.
  • 1500. Il cotone viene ora ampiamente usato in tutto il mondo e la sua lavorazione è limitata a piccoli stabilimenti.
  • 1730. Vengono impiegate per la prima volta delle macchine per lavorare e filare il cotone.
  • 1741. Apre il primo cotonificio al mondo progettato per filare il cotone meccanicamente e incrementare la produzione.
  • 1794. L’inventore statunitense Eli Withney brevetta la ‘cotton gin’, una macchina in grado di separare le fibre del cotone dai semi.
  • 1824. L’inventore inglese Richard Roberts crea la sua macchina più famosa, il filatoio, che lavora il cotone a velocità ineguagliabili da filatoi a mano.
  • 1855. Intorno alla metà del XIX secolo vengono costruiti cotonifici enormi per soddisfare la grande richiesta.
  • 1950. Nel giro di cento anni, molti cotonifici hanno chiuso e quelli che sono sopravvissuti sono diventati più automatici.
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