Cosa sta succedendo nel M5S a Roma

Il caos nel quale si trova la giunta Raggi a Roma dipende da pochi fatti, molto coincisi che andrebbero analizzati con sufficiente freddezza e distacco. Anzitutto va detto che la Raggi, da sindaco neo-insediato, ha sicuramente perso la grande occasione di agire con slancio, adottando le prime delibere.

I fatidici primi 100 giorni non sono solo una trovata giornalistica. Una nuova giunta nei primi tre mesi porta in consiglio i primi atti rivoluzionari, quelli che danno il segnale del cambiamento, inoltre fa sentire il cambio di passo all’amministrazione che è formata da funzionari, dirigenti e dipendenti che ogni giorno lavorano per tramutare in atti concreti gli indirizzi e le decisioni assunte a livello politico. Tanto più in una città grande e caotica come Roma. L’impressione che la giunta Raggi sta dando è dunque quella di forte indecisione, immobilismo e scarsa preparazione. Sta insomma facendo sembrare reali i pregiudizi circa la presunta impreparazione del M5S se chiamato a governare (come dimostrano peraltro fatti analoghi in altre amministrazioni locali di minor importanza). Detto questo, il succo è la posizione dell’assessore all’ambiente Muraro, che per oltre 10anni ha lavorato in AMA e per la cui attività nella gestione dei rifiuti sembrerebbe indagata. Sia l’assessore, sia la Raggi e sia il mini direttorio che aiuta il sindaco pare fossero a conoscenza dell’indagine e quindi nei fatti hanno mentito.

A parte l’eventuale valutazione della posizione giudiziale dell’indagata, sulla quale va fatta valere la presunzione di innocenza più che totale, essendo comunque una persona di valore, ciò che consta è l’atteggiamento dei dirigenti M5S rispetto a ciò che essi hanno sempre propugnato: la trasparenza, l’onestà, la pulizia negli atti e nelle decisioni, la partecipazione. Tutti valori che sembrano essere stati violati. Se insisti molto su valori come l’onestà poi non puoi nascondere fatti molto importanti come questi, tanto più se alcuni dirigenti nazionali importanti come Di Maio lo sapevano. Morale della favola: la tempesta del M5S, che nasconde forse uno scontro di potere più ampio, è tutta interna al partito.

Da un lato non ci si fida di alcune personalità scelte dalla Raggi (come Marra e Romeo), dall’altro non si riesce a trovare delle personalità di cui avere ampia fiducia, che siano comunque esterne al partito. Denunciando tra l’altro il fatto che il M5S non avrebbe al proprio interno delle risorse umane in grado di guidare Roma. Si sono dimessi oltre che il capo di gabinetto Raineri anche Marcello Minenna, che era stato posto al comando del bilancio, con numerose e importanti deleghe. Ora sta per saltare la nomina di De Dominicis e si deve ancora trovare il sostituto della Muraro, se le venisse richiesto di fare un passo indietro.

Il tutto mentre Roma è rientrata dalle ferie e i problemi di traffico e rifiuti potrebbero tornare ad acuirsi.

(Visited 30 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *