Cosa è il Populismo?

Spesso sentiamo parlare di populismo in riferimento ad alcuni partiti o all’esito di alcune elezioni. Ma cosa si intende veramente quando parliamo di populismo. Andando alla radice del termine si capisce che questi movimenti politici facciano leva sul popolo, che viene concepito in modo omogeneo, depositario di valori tradizionali, veritieri, conciliabili con una forma di realtà moderna di cui i leader populisti tentano di farsi interpreti e guide.

beppegrilloIl populismo spesso si distingue per essere un movimento che rifiuta i conflitti presenti nella società civile, individuano un tipo di popolo privo di stratificazione sociale. Questo è il grimaldello che scardina le porte alle forme di rifiuto di omologazione e integrazione che spesso avvertiamo in questi movimenti, che appaiono chiusi, nei quali cioè da una parte c’è il popolo e dall’altra gruppi che per etnia, religione, credo politico, valori o lingua vengono di volta in volta identificati come “diversi dal popolo” e quindi spesso nemici. Non è un caso che un tratto spesso distintivo del populismo sia il nazionalismo o comunque una forma di esaltazione della propria etnia, lingua, caratteristica nazionale che trova legittimità nel continuo riaffermarsi di questi principi, spesso semplici, rozzi, elementari, espressi dal carisma di un leader che li incarna anche in formule a sua volta semplicistiche, poco raffinate, di facile presa (quando si dice “parlare alla pancia del paese” si intende proprio questo).

Fare un tracciato storico del populismo non è semplice: tra le formule più note e spesso citate nella pubblicistica nazionale e internazionale c’è il “peronismo”, che fa riferimento a Juan Domingo Peron, storico leader militare e politico dell’Argentina del dopoguerra, che riuscì a trovare la sintesi tra destra e sinistra, in una formula politica chiamata anche giustizialismo, nella quale il benessere del popolo viene messo davanti a tutto. Si coagulano pertanto elementi socialisti, come elementi fortemente conservativi a tutela della classi dominanti, con momenti di azione e di reazione, che ricordano spesso il Fascismo e in particolare l’esperienza fascista del Ventennio italiano.

Nella politica italiana ed europea moderna, vengono definiti populisti quei movimenti che fanno direttamente appello al popolo, usando formule semplici, di comunicazione immediata, spesso derivata dal marketing e dalla pubblicità e che ha trovato in Silvio Berlusconi un rappresentante ideale. Sono spesso chiamati populisti i movimenti dell’anti-politica, che rifiutano le mediazioni fornite dai sistemi rappresentativi e invocano la democrazia diretta e lo strumento della piazza come giudice supremo dei conflitti politici. In chiave anti-europea sono stati visti come populisti i movimenti di Le Pen in Francia e di Salvini e Beppe Grillo in Italia, spesso legati a personalità in vista più che a una costruzione del consenso basata su programmi e soluzioni. Tanto che Beppe Grillo ha fatto sua la descrizione di “movimento populista” per il M5S indicandolo come vicino al popolo e ai suoi valori (con delle espressioni praticamente simili, nell’ignoranza di chi le ha pronunciate, a quelle formulate in altri momenti da Mussolini o Hitler). In generale il populismo viene inteso quasi come sinonimo e peggiorativo di “demagogia”.

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