Controlli fiscali più frequenti con la fatturazione elettronica

I controlli fiscali con la fatturazione elettronica

I controlli fiscali con la fatturazione elettronica

Alla luce delle norme in tema di fatturazione elettronica e conservazione sostitutiva si rappresentano i controlli ritenuti maggiormente significativi in questa sede che gli organi verificatori sono tenuti ad effettuare nella fase relativa all’acquisizione della documentazione contabile tenuta e conservata in formato digitale.

La verifica delle fatture elettroniche: come funziona?

In caso di verifica ad un contribuente che ha adottato un sistema di archiviazione digitale delle scritture contabili, la prima operazione che il verificatore deve effettuare è il confronto tra l’impronta dell’archivio comunicata all’Agenzia delle Entrate e quella riscontrata in sede di accesso presso l’azienda. Atteso che l’impronta è un’evidenza informatica di un file che cambia con la modifica del documento contenuto, tale controllo è finalizzato a verificare l’integrità dell’archivio, rilevando le eventuali variazioni apportate dal contribuente ai documenti contenuti nello stesso. La legge in merito dispone che entro il mese successivo alla scadenza dei termini stabiliti per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all’Irap e all’IVA, il soggetto interessato o il responsabile della conservazione, ove designato, al fine di estendere la validità dei documenti informatici trasmette alle competenti agenzie fiscali l’impronta dell’archivio informatico oggetto della conservazione, la relativa sottoscrizione elettronica e la marca temporale, e al comma 2 aggiunge: Con provvedimento le Agenzie fiscali indicano gli ulteriori dati ed elementi identificativi da comunicare unitamente a quelli del comma precedente.

Controlli relativi all’emissione e all’invio delle fatture elettroniche

L’attestazione della data, l’autenticità dell’origine l’integrità del contenuto della fattura elettronica sono rispettivamente garantite mediante l’apposizione su ciascuna fattura, ovvero sul lotto di fatture, del riferimento temporale e della firma elettronica qualificata dell’emittente o mediante sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati che garantiscono i predetti requisiti di autenticità e integrità. La fattura elettronica, redatta secondo specifiche modalità ha l’efficacia prevista dall’art 2702 c.c., ossia da piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui nei cui confronti la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta. Alla luce di quanto detto, il verificatore, al fine di controllare la regolare emissione della fattura elettronica, deve valutare la correttezza delle seguenti specifiche modalità informatiche richieste alternativamente dalla norma:
• l’apposizione di riferimento temporale e di firma elettronica qualificata dell’emittente;
• l’invio mediante sistema EDI di trasmissione elettronica dei dati.
Per quanto riguarda l’impiego dei sistemi EDI, il verificatore, al fine di riscontrare che tale specifico sistema di trasmissione garantisca i suddetti requisiti di autenticità e integrità del documento informatico, provvederà a verificare che le parti si siano attenuate a quanto previsto all’apposita norma predisposta dalla Commissione europea. La norma, inoltre, richiede per l’invio della fattura elettronica mediante l’utilizzo di procedure informatizzate (sistema EDI, posta elettronica, telefax, via modem) sia acquisito un preliminare accordo con il destinatario (art. 21, co. 3). Il preventivo assenso del cliente ha lo scopo di constatare che anche quest’ultimo abbia gli strumenti informatici idonei alla ricezione elettronica delle fatture e alla conseguente conservazione. opportuno evidenziare, infatti, che la ricezione di una fattura in formato elettronico obbliga il destinatario (che ovviamente abbia espresso il suddetto consenso) alla relativa conservazione nella medesima forma. Il verificatore, quindi, esaminerà il contenuto dell’accordo stipulato tra le parti, in considerazione del fatto che tale elemento incide sulle modalità di conservazione (cartaceo o informatica) delle fatture.

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