Chi votare il 4 Marzo 2018 alle elezioni politiche

Se non sai chi votare il 4 Marzo 2018 alle prossime elezioni è normale: la quota di indecisi, secondo gli ultimi sondaggi, supera quella di uno qualunque dei partiti. Per cui non scoraggiarti, soprattutto se partecipi alle elezioni politiche generali per la prima volta. Quest’anno voteranno anche quelli nati dal 1 gennaio al 4 marzo del 2000, segnando quindi una nuova era per il nostro paese, che celebra i 70 anni dall’entrata in vigore della sua costituzione.

La costituzione dice molto sulla forma di stato e di governo e affida al popolo l’esercizio della sovranità nelle forme e nei modi previsti dalla costituzione. A fare da intermediari, in questo sistema di rappresentanza, ci sono i partiti. Alle elezioni del 4 Marzo 2018 ci saranno diversi partiti in competizione, alcuni riuniti in una coalizione, altri che partecipano da soli.

Come si vota il 4 Marzo 2018?

La legge elettorale Rosatellum-bis uscita dalle Camere lo scorso anno, prevede un mix tra proporzionale e uninominale, con un premio di maggioranza fissato al 40% alla coalizione o partito che raggiunge questa soglia. Un terzo dei seggi sono assegnati in via uninominale e saranno questi a fare la differenza. Chi vince nel collegio, per numero di voti, prende il seggio. Ovviamente ciò determina una situazione particolare in tutti i quei casi in cui due partiti siano molto vicini tra loro, in una specifica zona geografica. Un partito con il 30% dei voti può perdere nell’uninominale secco, se ogni volta trova un candidato avversario che lo supera. Il suo 30% viene disperso e non recuperato, dal momento che c’è la quota proporzionale a garantirne la rappresentanza. Per prendere tutto in questo caso basta un semplice voto in più.

Si tratta di una legge che in qualche modo ricorda il Mattarellum con cui si svolsero le elezioni fino al 2006 e che vide la nascita dell’Italia bipolare. Questa legge però ribalta la proporzione tra proporzionale e uninominale, a favore del primo. Questo perché le forze politiche ancorché in lite tra di loro, hanno preso atto del fatto che non ci sono più due schieramenti, ma tre, uno formato dal Movimento 5 Stelle.

  • Sono previste delle soglie di sbarramento sotto le quali non si viene eletti: 3% ottenuto a livello nazionale solo liste singole e non per coalizioni.
  • 20% del voto regionale per il Senato, 10% per le coalizioni (all’interno almeno un partito deve raggiungere il 3%).
  • I collegi sono uninominali e plurinominali. Secondo gli esperti la vera differenza la faranno i primi.

Il panorama politico in vista delle elezioni

La legge non prevede l’indicazione di un premier, ma di un capo politico:

  • per Forza Italia: il leader è sempre Silvio Berlusconi, ma la condanna per frode fiscale lo ha di fatto estromesso da ogni carica pubblica. Rimane comunque l’unico capo riconosciuto del vecchio centrodestra che ha governato l’Italia nei primi anni 2000 e poi dal 2008 al 2011.
  • Per la Lega il candidato è Matteo Salvini, eurodeputato, giovane leader dei leghisti di Milano ai tempi di Bossi. Salvini si presenta con una piattaforma anti-europeista, rinforzata da candidature eccellenti. Ha rinunciato alle velleità indipendentistiche del nord, per sfondare a SUD. Lo votano molti elettori dell’estrema destra.
  • Per il Movimento 5 Stelle il capo politico e candidato premier è il campano Luigi Di Maio, sicuramente il volto più noto del partito fondato da Beppe Grillo. Vicepresidente della Camera, Di Maio si presenta con una piattaforma basata su più stato, reddito di cittadinanza e nessuna messa in discussione dell’Euro.
  • Per Liberi e Uguali, il movimento che mette insieme i fuoriusciti del PD con le anime della sinistra progressista il leader è Pietro Grasso, presidente del Senato. Con lui ci sono anche Laura Boldrini, presidente della Camera, Roberto Speranza, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani.
  • Il PD non ha indicato un capo politico, presentandosi con il solo simbolo. Il segretario Matteo Renzi guida il partito in campagna elettorale, insieme al premier uscente Paolo Gentiloni e al ministro dell’Interno Marco Minniti.

Sono presenti altre liste, ma la partita si giocherà tra questi 5 simboli principalmente, anche se i voti di disturbo non mancheranno.

Chi votare alle elezioni

Se sei alle prime armi è chiaro che sarai portato a votare per simpatie o antipatie o per dei fattori generazionali. Se hai letto i programmi ti sarai fatto un’idea in base alle tue necessità.

Bisognerebbe sempre votare seguendo due cardini:

– In che modo il programma politico e questo uomo / donna politico influiranno sulla mia vita e quella dei miei familiari?
– In che modo quel leader e il suo programma aiuteranno il mio paese o la mia comunità a migliorare le proprie condizioni di vita

Le simpatie e antipatie sono decisive però: se un leader è antipatico, viene considerato superato o vecchio è difficile che abbia presa. Una bella faccia può non bastare, come non potrebbe bastare la rabbia e il tono deciso. Non è un caso che in Italia gli indecisi siano tali in base al deficit di candidature davvero di valore.

Per aiutarti a decidere ecco però i programmi elettorali delle liste presenti alle elezioni del 2018, ciò che propongono può essere rilevante per il tuo futuro, se sei uno studente, un lavoratore dipendente, una partita IVA, un imprenditore, un pensionato, una casalinga, una ricercatrice e soprattutto un disoccupato o un lavoratore coinvolto in una delle tante crisi del nostro paese.

Il programma del movimento 5 stelle

Di Maio e i suoi presentano un programma diviso in capitoli, reperibile online qui https://www.movimento5stelle.it/programma/ – in economia vogliono più stato, mantenimento dell’euro (non si può fare altrimenti) – Venti punti per l’Italia è lo slogan di facile presa: via 400 leggi inutili, creazione di nuovi lavori nel settore della digitalizzazione, delle auto elettriche, di internet.

Reddito di cittadinanza e riforma dei centri di impiego. Pensione di cittadinanza a tutti i pensionati, di almeno 780 euro. Meno tasse e più qualità della vita, in particolare nessuna tasse con guadagni fino a 10.000 euro all’anno, riduzione del cuneo fiscale, riduzione dell’IRAP per le imprese. Abolizione degli Studi di Settore e di Equitalia (in realtà riforme già approvate dal PD al governo). 10 agenti di polizia e carabinieri in più, più carceri per la sicurezza. Stop all’immigrazione non regolarizzata. Procura nazionale dei reati bancari. 17 miliardi a favore delle famiglie con figli. Superamento legge Fornero. Tutela Made in Italy.

Il programma unico firmato dalla coalizione di Centro Destra

Molte promesse e poche coperture, si potrebbe delineare così il programma della coalizione a tre tra Salvini, Berlusconi e Giorgia Meloni. Secondo Salvini si potranno finanziare tagli e proposte sfondando il muro del 3% nel rapporto tra debito pubblico e PIL. Il punto è che Berlusconi è in disaccordo. Ma vediamo le promesse.

Meno tasse con introduzione della FLAT TAX, ossia di un’unica aliquota per imprese e famiglie, con estensione della notax area. Per mantenere il principio costituzionale della progressività delle imposte, la coalizione prevede l’esenzione totale per i redditi più bassi.

No imposta donazioni, bollo, successione, prima casa, sui risparmi. Abolizione dell’onere della prova nel contenzioso giudiziario (è lo stato a dover provare l’evasione).

Sanatoria tributaria. Introduzione divieto tassazione senza redditi. Riforma della burocrazia nell’ambito degli appalti e delle autocertificazioni.

Meno Europa più Italia: revisione trattati europei, recupero di sovranità.

Interventi per le classi meno agiate, come le pensioni alle mamme e l’aumento delle pensioni minime, raddoppio assegno minimo per disabilità e invalidità.

Il programma del Partito Democratico

Il PD di Renzi e Gentiloni invece è nel segno della continuità: continuare l’azione di governo, rilanciando ancora la crescita e l’occupazione. Mantenere gli 80 euro per stimolare il consumo. Lo slogan del PD è “Un Italia più forte, più giusta”.

Aumentare i posti di lavoro a tempo indeterminato, completare la misura degli 80 euro allargandola anche alle partite IVA nella stessa fascia di reddito. Al posto del reddito di cittadinanza il salario minimo garantito per tutti.

Riduzione delle tasse Ires e IRI alle piccole, medie e grandi imprese. Aumentare deducibilità IMU, fondo per la reindustrializzazione. NO alla FLAT TAX che in pratica accomuna il milionario con l’operaio, ma pagamento progressivo con tagli delle tasse alle fasce deboli. Carta universale per coprire costi di asilo e babysitter per le famiglie che ne hanno bisogno. Facilitare finanziamento bancario e allargamento del reddito di inclusione.

Il programma completo e in sintesi può essere letto alla pagina https://www.partitodemocratico.it/politiche-2018/piu-forte-piu-giusta-italia-programma-del-pd/

Il programma di Liberi e Uguali può essere letto qui http://liberieuguali.it/programma/ Ci sono alternative a questi partiti e coalizioni, di destra e di sinistra, che puoi comunque scegliere.

Per informarti non guardare solo la TV, non prestare fede a tutto quello che si scrive su Facebook, dove l’informazione è spesso di cattiva qualità. Leggi i programmi, informati sulle storie politiche dei candidati, anche locali, domandati se ti puoi fidare, se quello che dicono è credibile, se non ritieni che stiano promettendo troppo. Se sei giovane e al primo voto leggiti un po’ la storia recente del nostro paese, chi ha governato dal 1992 in poi, un anno di grandi cambiamenti, come sono andati i dati dell’economia. Non cercare per forza la coerenza, che in politica non è mai di casa, quanto l’affidabilità. Domandati: ma siamo sicuri che sia un bene per l’Italia? Dov’è il trucco?

In politica sono molto importanti le coperture finanziare. Se prometto di dare 100 a 10 persone, devo trovare questi 100 da qualche altra parte. I soldi che lo stato gestisce sono i soldi dei cittadini, ricevuti attraverso il pagamento delle imposte. Ergo, a meno di non tagliare drasticamente la spesa e quindi intervenire, oltre che sugli sprechi, anche sui servizi, c’è chi deve pagare il conto di queste “distribuzioni” a pioggia.

Insomma, giusto essere entusiasti, ma andarci cauti e controllare bene è indispensabile. Il tuo voto è importante.

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