Breve guida sul 5 per mille

Il 5 per mille è una quota dell’importo IRPEF che lo Stato permette di destinare ad associazioni che svolgono servizi utili per la comunità. Il cittadino, contestualmente alla dichiarazione dei redditi, può scegliere a quale associazione destinare il 5 per mille. Ciò non comporta per lo stesso alcun costo, in quanto all’organizzazione scelta, viene assegnata una parte dell’Irpef che il contribuente deve comunque pagare allo Stato.

In questa modo il cittadino partecipa attivamente, anche se in piccola parte, alla redistribuzione delle imposte, sostenendo un ente che ritiene particolarmente importante. Il 5 per mille è diverso da una semplice donazione, in quanto il cittadino da indicazione allo Stato su come investire una parte delle proprie imposte.


Per donare il 5 per mille ad un’associazione è presente una parte specifica nella dichiarazione dei redditi sulla quale basta indicarne il codice fiscale. Per coloro che compilano il 730 o il Modello Unico Persone Fisiche è presente una sezione nella quale indicare il codice fiscale dell’associazione alla quale si vuole destinare il proprio 5 per mille ed apporre la propria firma.

Per coloro i quali non sono tenuti alla presentazione del modello 730, nell’ultima pagina della Certificazione Unica (Ex CUD) è presente la sezione per l’assegnazione dell’8, del 5 e del 2 per mille. Per donarlo basterà indicare il codice fiscale dell’ente prescelto nel riquadro di competenza. L’assegnazione dell’8 per mille non esclude la possibilità di donare anche il 5 per mille.

Una volta compilata la pagina, essa deve essere inserita in una busta chiusa sulla quale bisogna scrivere i propri nome, cognome e codice fiscale e apporre la dicitura “Scelta per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille Irpef”. La busta andrà semplicemente consegnata ad un ufficio postale o al proprio commercialista.

Per avere il codice fiscale dell’ente occorre andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accedere alla lista degli enti che possono beneficiare del 5 per mille e, dalla colonna accanto al nome, prendere il codice fiscale che le identifica.

Il cittadino, con il 5 per mille ha la possibilità di decidere dove destinare una piccola parte delle sue tasse, senza dover sostenere alcun costo. In caso di mancata assegnazione, esso verrà utilizzato dallo Stato assieme al resto dell’Irpef. Per questo motivo è sempre consigliato esprimere la propria scelta.

La possibilità di destinare il proprio 5 per mille è stata data a partire dal 2006, con la rispettiva Legge Finanziaria, la quale permetteva di destinare la percentuale in sostegno del volontariato, della ricerca scientifica, sanitaria e alle università. Negli anni il criterio di iscrizione per le associazioni che ne vogliono trarre beneficio è stato modificato. Al giorno d’oggi possono beneficiare del 5 per mille le associazioni di volontariato, le associazioni per la ricerca scientifica e per la ricerca sanitaria, le Università e le società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni che svolgono delle attività di interesse sociale.

Per la prima volta dal 2017 sarà possibile destinare il proprio 5 per mille ad enti per la promozione e la tutela di beni culturali e paesaggistici, mentre in precedenza era possibile destinarlo solamente alla cultura in generale e gli introiti sarebbero stati redistribuiti dal Ministero dei beni e delle attività culturali.

Grazie al 5 per mille è possibile aiutare anche la ricerca per trovare una cura contro il cancro. Basta destinare la propria parte di Irpef all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, la quale grazie ai fondi provenienti dal 5 per mille può avviare progetti di ricerca al fine di contrastare questa terribile malattia.

Negli anni il contributo degli italiani per la ricerca è sempre cresciuto permettendo così lo sviluppo di strumenti diagnostici all’avanguardia, nuove terapie e la loro sperimentazione sui primi pazienti. Per destinare il 5 per mille all’AIRC occorre scrivere il nome dell’associazione e il suo codice fiscale, 80051890152, nell’apposita sezione della dichiarazione dei redditi o del Certificato Unico.

 

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