Bombe e bombardamenti

La cronaca di tutti i giorni ci parla di pesanti bombardamenti, corridoi umanitari, assedi. Ci siamo talmente assuefatti alla realtà quotidiana della guerra, che ne accettiamo la sua terminologia spesso usandola a sproposito in altri contesti. Una delle figure simbolo della guerra è sicuramente la bomba e il conseguente bombardamento.

Già il termine bomba evoca qualcosa di potente, esplosivo, frastornante. Oggi si parla spesso di “bombe intelligenti”, cioè di quelle cariche esplosive che in realtà sono sistemate nelle ogive di missili (dei razzi) teleguidati da laser e satelliti, che colpiscono singole persone o singoli edifici. Le bombe si sono sempre caratterizzato per il vettore. Cioè lo strumento utilizzato per lanciarle. Non è un dettaglio di poco conto, perché il lancio presuppone per chi le utilizza, l’impiego di una distanza di sicurezza dalla denotazione. Se le bombe non si potessero lanciare sarebbero praticamente inutili.

Le bombe comunque si sono facilmente diffuse grazie alla loro facilità di uso, attraverso miglioramenti sempre più marcati, diventando di fatto il primo mezzo di offesa comune a tutte le forze armate, potendo essere lanciate dal singolo soldato o dal mezzo più avanzato in dotazione all’aviazione militare. I limiti e l’efficacia delle bombe vanno dalla carica esplosiva presente in esse: una bomba fumogena o bomba carta ha un’efficacia limitata, ma può far male, come amputare degli arti o lanciare schegge in aria (“bomba sporca”) come pezzi di metallo, che lanciati ad alta velocità possono ferire chi sta nei paraggi. Oppure avere una potenzialità altamente distruttiva come le moderne bombe atomiche, che sono immensamente più potenti di quelle lanciato contro obiettivi civili e militari nel 1945 in Giappone.

Le bombe devono quindi alla facilità con la quale possono essere trasportare il loro successo: principalmente da parte dell’aeronautica militare di un paese, che di fatto ha cambiato il modo di combattere le guerre, risultando spesso unica e decisiva protagonista nei teatri di guerra più complicati.

bombaLa classificazione delle bombe però non dipende solo dal vettore di lancio (es.: bomba a mano, missile, granata da cannone), ma anche dalla tipologia di carica interna: ad esempio nella seconda guerra mondiale erano molto diffuse le bombe incendiarie al fosforo e al napalm (benché queste siano diventate famigerate solo con la Guerra del Vietnam), oppure a seconda del contenuto come le bombe chimiche e batteriologiche, utilizzate spesso in contesti regionali, ma diffuse già dalla prima guerra mondiale. Oppure per l’utilizzo che se ne fa nel campo di battaglia, come le bombe anticarro e infine appunto per l’armamento che può essere definito di tipo convenzionale (utilizza principalmente il tritolo) oppure nucleare (attraverso la reazione atomica conseguita tramite l’uso di elementi pesanti come l’uranio e il plutonio).

Nella terminologia giornalistica le bombe sono dunque tante, principalmente si identificano quelle lanciate da aerei, mentre si chiamano “missili” il tipo di bombe lanciate attraverso razzi da postazioni fisse o mobili, come navi da battaglia e sottomarini.

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