Austria e Germania dopo il Risorgimento italiano

bismarckNel post precedente abbiamo analizzato la situazione di Gran Bretagna e Francia all’epoca dell’Unificazione italiana e nei successivi periodi, quella che in Inghilterra viene definita come Epoca Vittoriana e in Francia la “Terza Repubblica”. Gli Imperi centrali invece stavano conoscendo un opposto periodo. Nel 1848 quando salì al trono d’Austria, due questioni si posero all’attenzione del giovane imperatore Francesco Giuseppe: la riforma delle istituzioni e la riforma dei rapporti con le varie nazionalità ed etnie che formavano quel conglomerato transnazionale che era il secolare impero asburgico. Alla prima delle questioni rispose rafforzando il potere centrale e il suo intransigente autoritarismo, alla seconda reprimendo i movimenti nazionali in Italia, in Ungheria, in Serbia, in Polonia e in Boemia. Nel 1867, per venire un po’ incontro alla base magiara dello stato, assai rilevante, fu creata la duplice monarchia, fu cioè riconosciuta ampia autonomia all’Ungheria e l’impero assunse la ben nota definizione di Impero austroungarico. Vienna e Budapest ebbero così due parlamenti e due governi distinti. Restava irrisolto il problema dei rapporti tra le componenti etniche: gli slavi chiedevano una soluzione federalista, alla quale ora si opponevano anche gli ungheresi.

Dopo il 1848 la questione nazione della Germania fu al centro degli interessi degli stati tedeschi, in particolare della Prussia, il più importante e militarizzato tra di essi. Dieci anni più tardi salì al trono di Prussia Guglielmo I, il quale, proprio in previsione dell’unificazione affidò nel 1862 la direzione del governo al conservatore Otto von Bismarck, in qualità di cancelliere. Questi impose un regime ancora più autoritario: sostenuto da una intensa campagna nazionalistica, si dedicò a predisporre le condizioni per uno scontro con l’Austria, che era ostile a una unificazione della Germania sotto l’egemonia prussiana. Assicuratosi anch’egli la neutralità di Napoleone III e stipulata un’alleanza con l’Italia in chiave antiaustriaca, Bismarck indusse l’Austria a dichiarargli guerra e in poche settimane la sconfisse a Sadowa (1866). Alla conferenza di pace di Praga venne sancito il nuovo equilibrio che portò la Prussia ad annettere tutta la confederazione del Nord, espellendo l’Austria dai territori tedeschi. Per l’annessione del stati meridionali l’unico ostacolo era ancora una volta Napoleone III che non vedeva di buon occhio il sorgere di una potenza terrestre in grado di rivaleggiare con la Francia. La Germania però era già designata all’orizzonte e la guerra franco-prussiana avrebbe portato alla creazione dell’Impero Germanico, facendo del nuovo stato tedesco una potenza in grado di contrapporsi con efficacia alla mire espansionistiche militari e commerciali di Francia e Gran Bretagna.

(Visited 97 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *