Amianto: rimozione e bonifica, il quadro normativo e le regioni

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Nella storia italiana l’amianto occupa uno dei capitoli più drammatici. Non è solo la storia del processo Eternit, dei risarcimenti, delle condanne, della vergogna e della tragedia. Ma anche è la cronaca di uno sviluppo incontrollato che ha portato il nostro paese a impiegare questo minerale in tanti ambiti, in modo scriteriato, anche quando le prime ricerche (timide) ne mostravano la pericolosità.

Secondo le cifre fornite dall’Osservatorio Amianto e da Lega Ambiente in Italia esistono ancora 32.000 siti che contengono amianto, che uccide almeno 4000 persone l’anno per gli effetti nefasti dovuti all’esposizione pregressa. In sostanza, a 24 anni dal bando totale dell’asbesto, questo ancora uccide, nelle forme più comuni purtroppo, per tumore e per le complicazioni della pneumoconiosi tipica (asbestosi).

La malattia dell’asbestosi è dovuta all’infiltrazione nel tessuto polmonare delle polveri d’amianto, veri e propri pulviscoli di fibra d’amianto che si inglobano nei bronchi e raggiungono le vie linfatiche. In principio abbiamo emorragie e colpi di tosse, non c’è l’evidenza radiologica della malattia, ma quando questa si sostanzia ed è resa evidente dalle lastre, allora siamo a uno stadio in cui il polmone stesso è rigido, si è diffusa la fibrosi polmonare. Si formano iperplasie un po’ ovunque, tanto nei casi di inalazione continuata quanto di esposizione non dovuta a causa di lavoro.

Le regioni maggiormente colpite dalla presenza di amianto nel territori sono quelle centrali – oggi peraltro oggetto di pesanti eventi sismici, che riguardano oltre le vittime anche il patrimonio immobiliare della zona – in particolare le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo, l’Emilia-Romagna. Per la rimozione dell’eternit, la bonifica dell’amianto in queste regioni, ci sono aziende come LM Lisetti, deputate per legge a trattare le concentrazioni d’amianto, in un processo che va dalla rimozione, alla bonifica e infine allo smaltimento.

Impiego diffuso dell’eternit e dell’asbesto

rimozione eternit amiantoLa forma di amianto più diffusa nel territorio italiano è quella dell’Eternit, la famosa copertura bianco-grigia, misto cemento, dalla classica forma ondulata, che si vede in molte costruzioni rurali e industriali.Ma l’amianto è un killer silenzioso e nascosto per natura: è stato così impiegato che le costruzioni antecedenti al 1994 possono recarne traccia senza che ci rendiamo conto. Esso è stato utilizzato come isolante in pannelli interstiziali per le pareti divisorie di luoghi affollati come ospedali e scuole, grazie al forte potere di assorbimento del suono. Le proprietà termiche della fibra d’amianto sono ben note: esso è ignifugo, fa da barriera antincendio, ma niente i liquidi nelle condizioni termiche desiderate, motivo per cui è stato usato nelle tubazioni oppure nelle canne fumarie. Ampio l’utilizzo nell’industria dei trasporti, come le navi e le ferrovie, nonché in tutte quelle tecnologie dove è necessaria la coibentazione, cioè il rivestimento con materiale isolante di strutture industriali e civili.

Il quadro normativo dei divieti

L’amianto è stato bandito in Italia attraverso un faticoso percorso normativo, che ha preso atto delle ricerche mediche e dei divieti generali, nonché delle raccomandazioni della comunità scientifica. Il primo passo è stato fatto nel 1986, con un’ordinanza del ministero della Sanità del 26 giugno, che recepiva con tre anni di ritardo il divieto imposto dalla direttiva europea 83/478 sulla vendita e l’uso dell’amianto.

In seguito nel 1988 il bando è stato esteso a diverse categorie di prodotti, come i giocattoli, i prodotti per fumatori, le vernici (e per tutte le categorie a rischio) con il DPR 215. La legge principale che impone il bando totale è la Legge n. 257 del 1992 che individua l’intero percorso di riconversione e bonifica, i benefici delle categorie coinvolte, nonché l’applicazione di norme a tutela della salute dei lavoratori coinvolti nei processi produttivi. Il DPR 8 agosto 1994 e il successivo D. Lgs. 22/1997 individuano i soggetti coinvolti (le regioni, le ASL, le agenzie regionali per l’ambiente e le imprese) nella mappatura, rimozione, bonifica e smaltimento di tutto l’amianto presente nel nostro territorio nazionale.

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