Spiegazione Unione Europea: membri, istituzioni, funzioni e problemi

Per molti giovani e Millennial l’Unione Europea è un dato di fatto: sono nati e cresciuti in un’Europa geopolitica unita, che nel corso degli anni si è allargata verso paesi del Sud e dell’Est Europa. Ma per chi ha più di 40 anni l’Europa è stato più che altro un percorso di avvicinamento e pace tra paesi che fino a pochi decenni prima si lanciavano bombe a vicenda. Basti pensare alla tradizionale rivalità tra Germania e Francia o tra Germania e Russia, che ha comportato la perdita di decine di milioni di persone.

Ma per spiegare cosa è l’Unione Europa questa premessa non basta. I giovani di oggi votano partiti anti-europeisti, un po’ ovunque, perché semplicemente non hanno memoria di come funzionava prima. Spesso vengono istigati da leader populisti che sperano nella reazione di pancia. Ma prima dell’Europa le cose non andavano affatto bene, non è assolutamente vero che si stava meglio quando c’era la lira. Il problema non dipende dalla moneta adottata (l’Euro) ma dal fatto che la nostra struttura economica non ha retto alla globalizzazione e senza l’euro sarebbe stato ancora peggio, vista la cronica debolezza della lira.

Prima dell’Unione Europea, per andare in un qualsiasi paese bisognava cambiare i soldi e fermarsi alla dogana. Non si avevano gli stessi diritti europei riconosciuti all’estero, da quelli legali e giuridici a quelli sanitari. I popoli erano in pace, ma per sfinimento, dopo essersi distrutti senza pietà.

Spiegazione base dell’Unione Europea:
L’unione Europea è un’organizzazione internazionale di stati europei. Tutti i membri sono collocati in Europa o appartengono alla civiltà europea. Essa governa il territorio europeo attraverso una serie di enti e istituzioni soprannazionali e degli strumenti legislativi, come direttive e regolamenti, che vengono adottati dai paesi membri attraverso degli strumenti di recepimento. Inoltre, il governo e le funzionalità dell’Unione si articolano attraverso degli organi e degli incontri ai vertici tra ministri paritetici oppure capi di stato e di governo.

L’idea dell’Unione Europea nasce proprio dalla necessità storica e morale di superare il disastro della guerra. Nazioni come Germania, Russia, Italia, Francia, Gran Bretagna, Polonia, Belgio, Olanda e tante altre erano sfinite: al centro della produzione culturale e scientifica del mondo, si erano inflitte così tante perdite e devastazioni da aver ceduto il primato agli Stati Uniti, una nazione relativamente giovane.

L’idea dei paesi fondatori (Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Italia e Germania) era quella di ritagliarsi un nuovo ruolo politico all’insegna della pace e della crescita economica. Il primo nucleo dell’Unione Europea è quindi da ravvisarsi nella CECA (Comunità europea carbone e acciaio), con la quale questi sei stati decisero di mettere insieme le risorse principali per favorire la crescita economica interna. Cinque anni dopo, festeggiata la ricorrenza da poche settimane, gli stessi paesi fondatori firmarono i Trattati di Roma che istituiscono la CEE (Comunità Economica Europea). Lo scopo di questa organizzazione è quello di favorire l’integrazione economica, abolire i dazi e creare un mercato unico per favorire la crescita. Sullo stesso tenore va letta la creazione dell’EURATOM, organismo internazionale volto a sviluppare il nucleare per usi civili.

Il trattato di Maastricht

L’Unione Europea propriamente detta parte nel 1993, a seguito dell’entrata in vigore degli Accordi di Maastricht, fondamentali nel definire istituzioni e linee guida della nuova organizzazione. Durante gli anni la CEE aveva visto allargare i propri confini a sud, accettando nel suo consesso nazioni come Grecia, Portogallo e Spagna, reduci da dittature, e a nord con Danimarca, Regno Unito e Irlanda. Un successivo allargamento post-Maastricht riguardò una serie di paesi dell’Europa centrale ed orientale, che dopo la seconda guerra mondiale erano finiti ai margini della politica europea (Austria e Svezia) oppure appartenevano all’area di influenza sovietica: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Croazia più le isole di Malta e Cipro. Nel 2016 c’è stata la prima defezione, la cosiddetta Brexit, cioè l’uscita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

spiegazione unione europea

Quali sono i risultati raggiunti dall’Unione Europea

Anzitutto l’Unione fa la forza: mettere insieme l’economia di paesi forti esportatori come Germania, Francia, Italia e prima Regno Unito dà molta forza contrattuale, tanto che l’EU è sempre presente con un proprio rappresentante diplomatico in tutte le crisi mondiali.

Il mercato unico

Ha creato un mercato unico senza confini od ostacoli nelle leggi sull’importazione ed esportazione dei beni, con grandissimi benefici per le imprese. Ciò ovviamente ha creato maggior concorrenza e un sistema più aperto che ha permesso la libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Oggi un qualunque cittadino italiano può svolgere un lavoro, come dipendente o autonomo o come impresa, in ogni paese dell’Unione alle stesse condizioni delle imprese o dei lavoratori locali. Il mercato unico è alla base della grande crescita economica dei paesi: l’Unione Europea ha altissimi standard di vivibilità, politiche sociali, sanità e assistenza, istruzione e benessere.

L’accordo di Schengen fu firmato nel lontano 1985 e poi è stato esteso, come area, a 22 paesi più 4 non presenti nell’UE. Abolisce i controlli dei passaporti nei paesi che ne fanno parte, assicurando la libera circolazione delle persone senza che vengano sottoposte a controlli di frontiera.

L’eurozona: una moneta unica per tutti

L’unione monetaria, detta anche Eurozona, è la parte più discussa e controversa dell’Unione Europea. I cittadini italiani, infatti, prima dell’Euro erano i maggiori sostenitori dell’appartenenza all’Unione, con percentuali bulgare di apprezzamento. È l’introduzione dell’euro che viene molto criticata in quanto i cittadini hanno perso molto del loro potere d’acquisto: ma la colpa principale è di noi stessi e dei nostri governanti che non hanno saputo vigilare durante il periodo di transizione. In Francia ancora oggi c’è il prezzo in franchi esibito in ogni scontrino. Se questa misura fosse stata adottata dall’allora governo Berlusconi e prolungata nel tempo, probabilmente si sarebbero verificati meno problemi e imbrogli. In ogni caso l’Unione monetaria ha portato dei benefici nella vita comune e nella finanza: nella vita di tutti i giorni non siamo più costretti a cambiare la valuta, recandoci nei paesi vicini. Dal punto di vista finanziario l’Italia ha adottato una moneta forte, concorrente del dollaro, che contribuisce ad abbassare i costi di importazione, soprattutto in settori strategici come le risorse energetiche.

Ma come si mantiene l’Unione Europea?

Grazie agli emolumenti dei paesi: l’Italia è uno dei più forti contributori. In sostanza esiste un regime solidale per cui i paesi versano delle quote del loro bilancio, che verranno usate per finanziare l’attività dell’Unione. L’Italia ad esempio recentemente in diversi anni ha ricevuto 180 miliardi di contributi ricaduti a pioggia su tutto il territorio da utilizzare per diversi progetti, di piccolo e ampio respiro. Invece, con le nostre tasse paghiamo la burocrazia europea, fatta di funzionari che a vario titolo lavorano per le istituzioni. Nel Parlamento europeo lavorano 7652 persone. Al Consiglio dell’Unione Europa, nel segretariato generale, ci lavorano 3500 dipendenti. In totale i funzionari sono 55.000 su 500 milioni di abitanti (lo 0,011%). In confronto in Sicilia ci sono 18.000 dipendenti regionali contro i 5,5 milioni di abitanti. L’amministrazione europea costa il 6% del budget complessivo messo a disposizione degli stati membri. Parlare dunque di una casta è spesso fuorviante e scorretto.

Una importante voce economica è rappresentata dai dazi doganali pagati dai paesi produttori di prodotti esterni all’UE, oltre che dalle multe inflitte ad aziende che non rispettano la normativa. Ogni paese versa lo 0,7% del PIL. Segue uno 0,3% dell’IVA totale pagata all’interno dei confini. Formano il bilancio anche i contributi e le tasse pagati dai funzionari e dai dipendenti.

Cosa non piace dell’UE attuale

A parte l’Euro, ciò che si critica spesso è che l’UE attuale non sia – come si dice – un’Europa di popoli, ma di banchieri. In effetti, l’Unione è organizzata per istituzioni verticistiche. Il Parlamento Europeo, che comprende i rappresentati del popolo eletti su base proporzionale in tutti i paesi membri, è l’organo con meno poteri e spesso viene criticato perché è utilizzato dai partiti nazionali per sistemare il personale politico. La rappresentazione che si fa nei paesi membri dell’Europa è di un gruppo di banchieri e burocrati che agiscono con eccessivo rigore strozzando l’economia. Le critiche sul rigore sono corrette, ma spesso questo rigore è dovuto al fatto che gli stati nazionali hanno attuato politiche sbagliate, che prima favorivano i loro cittadini. Noi italiani, per dirla tutta, possiamo anche lamentarci con il rigore richiesto ai nostri governi dai Tedeschi o dai Lussemburghesi, ma il punto è che siamo abituati ad arrangiarci e a fregarcene dei conti, scaricando sulle future generazioni il peso di decisioni economiche comunque più sbagliate del rigore. In generale, l’UE ha una pessima reputazione tra i giovani, perché nonostante le tante libertà concesse, sembra non avere alcuna influenza sull’occupazione e sulle possibilità di avere una carriera lavorativa.

Le istituzioni europee più importanti

Il Parlamento Europeo

Il Parlamento europeo è composto da 751 deputati ed attualmente è presieduto dall’italiano Antonio Tajani. Istituito nel 1952, diventa elettivo nel 1979. Ha sede a Strasburgo, Bruxelles e in Lussemburgo. Si vota per eleggerlo ogni 5 anni, la prossima nel 2019. Svolge la funzione legislativa: decide su accordi internazionali, sugli allargamenti, adotta la legislazione UE, può presentare proposte alla Commissione.

La Commissione Europea

Può essere considerata il governo dell’Unione, è formata da un collegio di commissari, uno per ogni paese membro. Ha sede a Bruxelles ed è presieduta da Jean Claude Juncker. Può presentare proposte da votare al Parlamento e al Consiglio Europeo. Tutale gli interessi della UE e dei suoi cittadini. Gestisce il budget e dispone i finanziamenti europei. Può negoziare accordi in nome dell’Unione a livello internazionale.

Il consiglio europeo

È l’organo collegiale che definisce la politica dell’Unione in quanto è formato dai capi di stato o di governo dei paesi membri, più il presidente della Commissione e l’alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza, l’italiana Federica Mogherini (il ministro degli esteri dell’UE). Ha sede a Bruxelles e attualmente è guidato da Donald Tusk. Le riunioni avvengono ogni tre mesi e i leader stabiliscono in questi incontri la cosiddetta “agenda europea”.

Il consiglio dell’Unione Europea

Da non confondere con il precedente, ha sede a Bruxelles. Si tratta del raccordo tra ministri paritetici dei paesi membri ed è guidato a turno da ciascun paese per sei mesi, il cosiddetto semestre europeo. Negozia e adotta le leggi UE, coordina le politiche dei vari paesi, approva il bilancio di fine anno dell’Unione.

Fonti:
https://europa.eu/european-union/about-eu/institutions-bodies/council-eu_it
https://europa.eu/european-union/about-eu_it
https://europa.eu/european-union/about-eu/money/revenue-income_it

(Visited 84 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *