Differenze tra Umanesimo e Rinascimento

La differenza tra Umanesimo e Rinascimento è molto sottile, perché con i due termini intendiamo quel particolare periodo storico nel quale l’arte e la cultura rifioriscono, ponendo al centro l’uomo come individuo. Venendo dal Medioevo, dominato dalla figura di Dio e del Sacro, si assiste a un risveglio nel quale l’uomo torna al centro dei destini del mondo. A concorrere a questo particolare clima culturale sono innanzitutto le attese di rinnovamento culturale, che si concretizzano nelle città europee a partire da quelle italiane.

I comuni sono al culmine della potenza in Italia, mentre le grandi città mercantili e fieristiche del centro e nord Europa stanno dominando i mercati. Si assiste quindi a una frenetica attività economica, in ripresa dopo la Crisi economica del Trecento.

Quando si parla di Umanesimo quindi ci si riferisce proprio al ritorno all’Uomo come centro del pensiero filosofico e culturale, con un particolare riferimento al pensiero classico greco e romano, interpretato secondo i canoni del tempo, più liberi.

Il pensiero umanista e l’uomo rinascimentale sono espressioni precise della fecondità artistica, filosofica e letteraria di quel periodo. Essi poi si spargeranno come semi in tutta Europa, segnando l’inizio di un’epoca molto fortunata.

david michelangeloL’Umanesimo pone al centro l’uomo dunque e vede il mondo classico greco e romano, come un ideale di bellezza, di perfezione, non solo stilistica, ma anche teorica. Si pensi agli studi sulla prospettiva, al costante richiamo ai modelli romani (anche del buon governo), alla riscoperta della storia naturale. La religione, con il suo carico di sacralità e predeterminazione, viene lasciata un po’ alle spalle. L’uomo con il suo ingegno è in grado di operare per il cambiamento, di modificare il suo destino. La borghesia mercantile prende il potere ed elegge il signore, nelle città, come proprio rappresentante perché badi alla sicurezza e alla tutela dei suoi interessi. Ovunque in Europa i mercanti e i banchieri viaggiano e fanno circolare la moneta. Non c’è passività, ma molta intraprendenza, che darà luogo all’epoca delle grandi esplorazioni, che allargheranno i confini del mondo conosciuto.

Nel Rinascimento troviamo lo sbocco artistico: la perfezione classica delle statue viene ripresa e riconquistata. Sembra quasi che i pittori e gli scultori si riapproprino di una saggezza perduta, riuscendo a completare opere d’arte che nella perfezione sono paragonabili alle statue greche. Il David di Michelangelo, con il dubbio impresso nella faccia, il timore di dover affrontare Golia, nella sua elegante perfezione è l’apice di questo movimento. Il Rinascimento si dipana attraverso le corti principesche dei signori, che fungono da mecenate finanziando le opere. Anche a Roma, sede del papato, i pontefici non lesinano nelle spese per addobbare le volte, le cappelle, le chiese e le piazze.

Nelle corti rinascimentali, dominate dalle signorie e dai ricchi mercanti (spesso i signori sono proprio dei banchieri, come nel caso dei Medici a Firenze), si riuniscono e si incontrano artisti e letterati provenienti da diverse botteghe del centro e del nord Italia: Firenze, Milano, Ferrara, Parma diventano i centri propulsori di questo gigantesco movimento artistico, che ancora oggi viene considerato il punto di arrivo più alto dell’arte mai raggiunto dall’uomo.

I nomi li conosciamo tutti: Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci, Paolo Uccello, Masaccio, Brunelleschi, Michelozzo, Giuliano da Sangallo, Leon Battista Alberti, Bernardo Rossellino, Bramante, Domenico Girlandaio, Tiziano, Giorgione, Veronese, Caravaggio, Correggio, Benvenuto Cellini, Botticelli e in Europa Bruegel, Bosch, Dürer, Holbein.

In campo artistico e letterario abbiamo Poliziano, Machiavelli, Ariosto, Tasso, Boiardo, lo stesso Lorenzo il Magnifico.

Qual è la differenza e tra Umanesimo e Rinascimento?

Con Umanesimo intendiamo un movimento culturale non omogeneo, più letterario che pittorico o scultoreo, nel quale l’Uomo è posto al centro della storia e dei destini. Si ritorna all’individualismo, all’intraprendenza, alla voglia di emergere contemporaneamente alla nascita della borghesia mercantile, alla diffusione sempre più capillare delle fiere e dei mercati.

Con il Rinascimento si intende il periodo di rinascita e fioritura delle arti, dovuto al fatto che ci sono nuovi capitali in circolazione, per cui le corti possono spendere nel patrocinio delle arti, erigendo palazzi, costruendo nuove chiese, progettando piazze e città. L’uomo rinascimentale è conscio delle sue capacità ed è – nelle prospettiva umanistica – in grado di dare una nuova visione del mondo.

Non è un caso che dopo queste stagioni la Chiesa perderà consensi tra il popolo, dando spazio alla Riforma protestante, mentre dall’altra parte si diffonde il pensiero scientifico, basato sulle osservazioni e sull’empirismo, che da Galileo Galilei in avanti inizierò a mettere in dubbio gli ultimi preconcetti.

firenze rinascimento brunelleschi

(Visited 158 times, 2 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *