Il programma

Sintesi del programma delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia

Il piano d’azione per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’unità d’Italia, varato con d.P.C.M. del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 2007, affida la gestione del calendario di iniziative culturali e la realizzazione di interventi qualificati nelle città italiane di preminente rilievo per l’Unità nazionale ad una struttura piramidale avente funzioni di indirizzo, pianificazione, monitoraggio ed esecuzione. La struttura è divisa in tre parti:

a. Comitato interministeriale cd. “150 anni dell’Unità d’Italia”, titolare di funzioni di indirizzo e programmazione. La presidenza del Comitato è affidata al Presidente del Consiglio dei Ministri, con facoltà di delega al Ministro per i beni e le attività culturali.

b. “Comitato dei Garanti”, una task-force indipendente di esperti che rappresentano trasversalmente la cultura italiana. Il Comitato dei Garanti monitora e verifica l’attuazione del programma delle iniziative legate alle celebrazioni dell’Unità nazionale.

c. Unità Tecnica di Missione, è la struttura organizzativa creata per garantire, oltre l’attuazione delle linee programmatiche espresse dal Comitato interministeriale, anche la realizzazione di queste entro i tempi e secondo le modalità concordate in fase di pianificazione.

La struttura presiede, nei rispettivi ambiti di competenza, ad un complesso programma di eventi, a loro volta declinati lungo tre direttrici:

A. La prima direttrice è costituita da “I Luoghi della Memoria”. Si tratta di un progetto sistemico, composto da una dimensione geografica (i luoghi) e una dimensione storico-culturale (la memoria).

Il recupero della dimensione geografica prende le mosse da un presupposto essenziale: l’ampia diffusione sul territorio italiano di siti, monumenti e luoghi simbolici facenti capo al processo di indipendenza e unificazione nazionale. L’elenco è vasto nel numero e articolato nella tipologia. Vi sono compresi 407 luoghi, alcuni dei quali sono inseriti all’interno del tessuto cittadino, prevalentemente nei centri storici, altri invece si trovano nel territorio perturbano, extraurbano o agricolo. Si pensi al monumento corale all’esercito italiano di Castelfidardo, una delle realizzazioni monumentali più importanti del progetto post-risorgimentale; al monumento ai Mille di Quarto, inaugurato da Gabriele D’Annunzio nel 1915; oppure al monumento nazionale a Giuseppe Mazzini, completato nel 1902 da Ettore Ferrari.

La dimensione geografica e quella storico-culturale sono tra loro legate inscindibilmente. La prima valorizza la seconda, e viceversa. Per questa ragione il progetto tenta di classificare, descrivere, risistemare dal punto di vista urbanistico, ma anche “arricchire” di nuovi significati i singoli luoghi della memoria con una segnaletica modulare ed esplicativa delle informazioni storiche fondamentali. Nel complesso, sono previsti 10 interventi prioritari, 100 restauri di media entità e 400 interventi di estetica e decoro urbano. Per realizzarli, il progetto implica quattro azioni congiunte:

1) classificazione ed enumerazione progressiva;

2) restauro dei monumenti;

3) sistemazione e valorizzazione urbanistica;

4) introduzione presso ciascun luogo di una segnaletica modulare.

B. La seconda direttrice riguarda “La rete dei musei”. Vi fa capo la creazione di una rete organica di musei, che intende favorire la fruibilità dei materiali, e introdurre così i presupposti per un dibattito culturale sull’unità corroborato da fonti documentali adeguate. Si privilegiano gli interventi finalizzati a restaurare o rinnovare gli allestimenti degli Istituti, oltre che gli interventi che propongono l’allestimento permanente di nuove sedi di raccolta e conservazione di importanti biblioteche e archivi. Tra gli interventi più importanti sono compresi:

1) nuovo allestimento del Museo della Domus Mazziniana a Pisa;

2) nascita di un nuovo Museo a Caprera, dedicato a Giuseppe Garibaldi;

3) restauro del Museo risorgimentale di San Pancrazio;

4) realizzazione di un nuovo spazio espositivo permanente nell’area De Gasperi;

5) restauro e adattamento di aree espositive già esistenti presso l’archivio Centrale dello Stato di Roma.

C. La terza direttrice costituita dalle “Grandi Mostre”. A queste è affidato il ruolo di “ponte” tra il dibattito scientifico-culturale, l’opera di divulgazione, l’attività di comunicazione, e non ultima la creazione di incentivi al flusso turistico nazionale e internazionale. È per questo motivo che le aree tematiche cui fanno capo le grandi mostre non ruotano intorno ad argomenti propriamente storici, ma abbracciano invece argomenti politico-istituzionali, sociali e artistici.

Le mostre più importanti sono le seguenti:

1) “Italia, Italie: 150 anni di storia nelle immagini delle Collezioni Alinari”

2) “Il Risorgimento e L’Unità d’Italia”, dell’Istituto Italiano di Studi filosofici

3) “Viaggio in Italia. Una mostra” del Touring Club Italiano

4) La mostra delle Regioni, relativa al tema dei rapporti centro/periferia e, più in generale, del regionalismo.

All’allestimento di mostre si accompagna, completandolo, un articolato programma di convegni. Lo scopo di questo genere di iniziative è duplice. Per un verso, queste si inseriscono nel tessuto narrativo del programma per le celebrazioni, svolgendo un’azione unificatrice e dando coerenza logica al percorso culturale del programma stesso. Per altro verso, invece, i convegni costituiscono un’occasione di incontro e scambio di idee tra gli esponenti più rappresentativi del mondo politico e culturale italiano. Il dibattito che i convegni intendono promuovere è dunque parte integrante – e per questo indispensabile – delle celebrazioni. Si tratta di un dibattito pluralista. Ne traggono giovamento i più giovani, ai quali è soprattutto rivolto lo spirito delle celebrazioni, ma anche gli studiosi, gli appassionati di storia, e più in generale la società civile italiana. Per questa ragione ciascun convegno può essere letto all’interno di un contesto logico più ampio, ma al tempo stesso costituisce un’occasione unica ed irripetibile per la singolarità dei temi che affronta.

I convegni si articolano lungo tre aggregati principali:

a. Il primo aggregato fa riferimento ai convegni che vedono coinvolte le istituzioni pubbliche statali e territoriali.

b. Il secondo aggregato riunisce, invece, i convegni promossi da enti e istituti culturali, di studio e ricerca.

c. Il terzo aggregato, infine, unisce tutti i convegni le cui peculiarità non consentono una collocazione all’interno della prima o della seconda categoria.

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